Sicurezza
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Accusato d’aver diffamato il sindaco, patteggia 800 euro
CHIANNI. Se scrivi su Facebook che un sindaco intasca le mazzette o è a libro paga di qualcuno, commetti il reato di diffamazione aggravata.Insomma, certe affermazioni sui social – è bene ripeterlo...
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CHIANNI. Se scrivi su Facebook che un sindaco intasca le mazzette o è a libro paga di qualcuno, commetti il reato di diffamazione aggravata.
Insomma, certe affermazioni sui social – è bene ripeterlo – non sono come due chiacchiere al bar tra amici. E se la vittima delle illazioni malevole si risente e presenta una querela, anche se le Procure si stanno ancora attrezzando per fronteggiare l’enorme quantità di denunce che ricevono per reati commessi tramite i social, l’autore della diffamazione va dritto davanti al giudice.
È quello che ora sa bene un cascinese di circa 60 anni, Ranieri Ferrini, che nel marzo 2015 aveva commentato un post della sindaca di Terricciola, Maria Antonietta Fais, riguardo la discarica della Grillaia di Chianni. Il vero bersaglio non era la sindaca, bensì Giacomo Tarrini, primo cittadino di Chianni.
Com’è noto, il dibattito sulla discarica va avanti da troppi anni e si discute di come gestire il sito ora che è stato chiuso.
Ma Ferrini, stando a quanto è stato poi appurato con le indagini, non era d’accordo con i progetti allora presentati. E si era spinto oltre, attaccando il sindaco di Chianni il quale, a dire del cittadino, era propenso alla riapertura per poi arrivare alla bonifica. Così aveva scritto sulla bacheca di Fais che secondo lui Tarrini “aveva preso una parte di mazzetta cospicua, per volere la riapertura della discarica, non vedo altro motivo”. Parole pesanti condite con altre valutazioni: “Certamente i sindaci sono già sul libro paga di qualcuno”.
Tarrini non aveva gradito. Finché si fanno critiche politiche, bene, ma il post faceva riferimento a mazzette. Accusa che il primo cittadino ha voluto respingere esercitando un suo diritto e rivolgendosi alla Procura, assistito dall’avvocato Francesco Esposito Ziello.
L’altra mattina Ferrini, in tribunale a Pisa, davanti al giudice Luca Salutini, ha patteggiato 800 euro di multa, evitando in questo modo il risarcimento del danno. Che il sindaco di Chianni potrà comunque chiedere con un procedimento civile, se lo riterrà opportuno, come ha spiegato l’avvocato Esposito Ziello.
Una storia che potrebbe fare scuola, visto che anche nella nostra provincia dilaga l’abitudine di attaccare gli amministratori comunali, senza pensare alle conseguenze di certi post scritti come se uno stesse parlando al telefono o mandando un messaggio privato tramite tablet. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Insomma, certe affermazioni sui social – è bene ripeterlo – non sono come due chiacchiere al bar tra amici. E se la vittima delle illazioni malevole si risente e presenta una querela, anche se le Procure si stanno ancora attrezzando per fronteggiare l’enorme quantità di denunce che ricevono per reati commessi tramite i social, l’autore della diffamazione va dritto davanti al giudice.
È quello che ora sa bene un cascinese di circa 60 anni, Ranieri Ferrini, che nel marzo 2015 aveva commentato un post della sindaca di Terricciola, Maria Antonietta Fais, riguardo la discarica della Grillaia di Chianni. Il vero bersaglio non era la sindaca, bensì Giacomo Tarrini, primo cittadino di Chianni.
Com’è noto, il dibattito sulla discarica va avanti da troppi anni e si discute di come gestire il sito ora che è stato chiuso.
Ma Ferrini, stando a quanto è stato poi appurato con le indagini, non era d’accordo con i progetti allora presentati. E si era spinto oltre, attaccando il sindaco di Chianni il quale, a dire del cittadino, era propenso alla riapertura per poi arrivare alla bonifica. Così aveva scritto sulla bacheca di Fais che secondo lui Tarrini “aveva preso una parte di mazzetta cospicua, per volere la riapertura della discarica, non vedo altro motivo”. Parole pesanti condite con altre valutazioni: “Certamente i sindaci sono già sul libro paga di qualcuno”.
Tarrini non aveva gradito. Finché si fanno critiche politiche, bene, ma il post faceva riferimento a mazzette. Accusa che il primo cittadino ha voluto respingere esercitando un suo diritto e rivolgendosi alla Procura, assistito dall’avvocato Francesco Esposito Ziello.
L’altra mattina Ferrini, in tribunale a Pisa, davanti al giudice Luca Salutini, ha patteggiato 800 euro di multa, evitando in questo modo il risarcimento del danno. Che il sindaco di Chianni potrà comunque chiedere con un procedimento civile, se lo riterrà opportuno, come ha spiegato l’avvocato Esposito Ziello.
Una storia che potrebbe fare scuola, visto che anche nella nostra provincia dilaga l’abitudine di attaccare gli amministratori comunali, senza pensare alle conseguenze di certi post scritti come se uno stesse parlando al telefono o mandando un messaggio privato tramite tablet. (s. c.)
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