Sicurezza
Pediatria, dalle mamme appello a negozi e hotel
Volterra: il progetto prevede che le strutture ricettive ospitino gratuitamente i medici. L’obiettivo è favorire l’arrivo di uno specialista per bambini all’ospedale
VOLTERRA. Le mamme della Valdicecina insistono con il loro progetto di “cercarsi” un pediatra che garantisca l’apertura del reparto anche nei fine settimana e articolano meglio l’idea di coinvolgere le attività della città. «Stiamo lavorando sul progetto “un pediatra in famiglia per l’Alta Valdicecina” e per questo motivo cerchiamo l’aiuto di tutta la comunità», scrivono in un comunicato.
L’appello è semplice, ma al tempo stesso indicativo di quanto sia sentito il problema nella città etrusca e in tutto il territorio: «Chiediamo la collaborazione di tutte le strutture ricettive dell’Alta Valdicecina con richiesta di indicarci, entro il 30 novembre, alla mail salviamolapediatria@libero.it, la loro disponibilità a ospitare gratuitamente, ed indicativamente per massimo 3 giorni in un periodo da concordare, i pediatri che verranno a visitare l’ospedale di Volterra e il nostro territorio. Al contempo chiediamo a tutte le attività commerciali, associazioni culturali, sportive e di svago, di offrire pacchetti o sconti ai medici pediatri che saranno assunti nel nostro ospedale».
Un’iniziativa singolare e con pochi precedenti. Un appello quansi disperato per favorire l’arrivo di un pediatra per i bambini, dopo le infinite polemiche tra la Regione e l’Asl da una parte e i Comuni della zona dall’altra sull’opportunità o meno di gestire le cure pediatriche attraverso un’integrazione tra gli ospedali Santa Maria Maddalena di Volterra e il Felice Lotti di Pontedera.
«Il progetto consiste nell’offrire ai medici pediatri che vorranno venire a lavorare a Volterra, una serie di agevolazioni, sconti e pacchetti per favorire la scelta del nostro ospedale e del nostro territorio – riprendono le mamme – Tutto ciò si rende necessario perché i medici pediatrici sono sempre meno, pochi escono dalle Università e dalle specializzazioni, e pertanto in Italia abbiamo più domanda che offerta». E poi: «Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno inseriti nel progetto definitivo come partner ufficiali e il progetto completo sarà pubblicato sulle maggiori testate di stampa ed internet».
Ora la curiosità è quella di vedere la risposta di territorio e istituzioni a un problema che, finora, ha scaldato molto gli animi. Ma che adesso ha bisogno di iniziative concrete, come quella delle mamme.
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