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Capannone a fuoco: si attende la bonifica dopo l’ispezione Asl

Capannone a fuoco: si attende la bonifica dopo l’ispezione Asl

Uno dei proprietari: «Sono state trovate le porte aperte e questo ha fatto pensare che le fiamme siano dolose»

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CAPANNOLI. «Quando l’Asl avrà fatto il sopralluogo che è stato richiesto dopo l’incendio, sapremo quali interventi fare per smaltire i materiali che sono andati bruciati nell’incendio avvenuto tra sabato e domenica scorsi».

Roberto Innocenti, uno dei soci della società che ha rilevato i capannoni dell’ex mobilificio Ferretti a Capannoli, spiega cosa sta succedendo in questi giorni dopo il rogo che ha costretto i vigili del fuoco a tornare nell’edificio – andato in parte distrutto – anche l’altro giorno. Le fiamme, infatti, avevano ripreso forza e alcuni cittadini, preoccupati dalla situazione, hanno chiamato sia i vigili del fuoco che le forze dell’ordine. Ma cosa sta accadendo? «È andato a fuoco – spiega Innocenti con molta tranquillità – un locale tecnico, è stato definito magazzino ma in realtà non è mai stato usato per la vocazione, era più di servizio per i capannoni che sono vicini». Nell’edificio, che era abbandonato da tempo, erano stati ammassati non solo vecchi macchinari, ma anche carrelli della spesa, pneumatici, tre bombole del gas (che sono state messe al sicuro dai vigili del fuoco), materassi, rottami di auto.

Insomma, un vasto repertorio di materiali stoccati senza alcun controllo e lì rimasti come se il capannone fosse un grande ripostiglio di circa 300 metri quadrati.

I cittadini sono preoccupati perché vedono alzarsi, ogni volta che le fiamme prendono nuova forza, una colonna di fumo nero e sentono odore di gomma bruciata perché c’erano anche vecchi pneumatici. Ma quello che preoccupa è la copertura del tetto che sembra di eternit.

«Non lo sappiamo esattamente – dice Innocenti – potrebbe anche trattarsi di fibrocemento. In ogni caso sarà l’Asl a dirci come dobbiamo comportarci per lo smaltimento di questi rifiuti, tetto compreso. Se nessuno ci dice cosa fare non possiamo toccare nulla, siamo anche in attesa delle verifiche dei carabinieri».

La notte dell’incendio i vigili del fuoco hanno trovato, come spiega uno dei proprietari, le porte aperte. E questo ha fatto scattare l’ipotesi dell’incendio doloso. «Così ci è stato detto, ma non sappiamo molto di più, perché poi dopo l’incendio non abbiamo avuto alcuna notizia».

Ovviamente se la copertura è di eternit il suo smaltimento richiederà una procedura più costosa e più lunga, proprio per tutte le precauzioni che scattano quando si ha a che fare con rifiuti che contengono fibre di amianto.

Anche il Comune al momento non è intervenuto con ordinanze di rimozione dei rifiuti e la sindaca Arianna Cecchini ha detto di non avere avuto alcuna comunicazione ufficiale dai vigili del fuoco.

«Appena ci diranno come dobbiamo intervenire per rimuovere il tetto e i materiali andati a fuoco – continua Innocenti – faremo il possibile per mettere l’edificio in sicurezza». (s. c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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