Sicurezza
Adozioni con truffa: ci sono 60 testimoni
Tra gli imputati figura anche l’ex presidente di una onlus. Una coppia pisana è tra le parti civili
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PISA. Sessanta testimoni. Sfileranno uno a uno di fronte ai giudici del tribunale di Savona per ricostruire quello che l’accusa è convinta si tratti di una maxi truffa sulla adozioni internazionali, dove una coppia pisana è parte civile e una di Volterra compare come parte offesa in un altro filone delle indagini.
Il Tribunale di Savona ha accolto ieri le richieste dell’accusa e ammesso la costituzione di tutte le parti civili. A processo c’è anche Silvia La Scala, 71 anni, ex presidente della Onlus Airone, e l’interprete Inna Troukhan, 49 anni, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e concorso in truffa aggravata. Stralciata ad altra udienza (25 maggio) la posizione di ulteriori due imputati, i kirghisi Alexander Angelidi, 54 anni e Venera Zakirova, 50 anni, dichiarati irreperibili. La coppia pisana, Tiziano Bernardini e Alessia Raglianti, assistita dall’avvocato Tiziana Mannocci, si è costituita parte civile (anche tre coppie di Bergamo e una Roma) ed entra nel processo per ottenere, in caso di condanna, un risarcimento dei danni. Dura da anni la battaglia dei coniugi Bernardini contro l’associazione Airone, già presente a Pisa con una sede in piazza Sant’Antonio, che, secondo l’accusa avrebbe approfittato della voglia di diventare genitori di numerose coppie italiane che chiedevano l’adozione di bambini del Khirghizistan.
Il giro d’affari messo in piedi ammonterebbe ad alcuni decine di migliaia di euro incassati e mai più restituiti. Anche se i bambini non sono mai arrivati. Il sistema adottato da Airone è andato avanti con versamenti da 999 euro per volta attraverso la Western Union da parte delle coppie, costrette a versare contanti ad Angelidi ogni volta che andavano nella repubblica kirghiza. Secondo la Procura tutto si è rivelato un drammatico incubo, con visite ad orfanotrofi e bimbi mostrati ancora in culla da scegliere, ma che non sono risultati adottabili. L’Airone a quel punto è finito sotto sorveglianza della commissione adozioni internazionali che ha mandato in Kirghizistan l’ambasciatore italiano in Kazakistan fino ad arrivare alla cancellazione di Airone. Ieri il collegio ha respinto la richiesta di coinvolgimento della commissione formulata da uno dei legali ma ha accettato che vengano trascritte tutte le intercettazioni raccolte durante le indagini e che vengano sentiti in aula gli imputati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Tribunale di Savona ha accolto ieri le richieste dell’accusa e ammesso la costituzione di tutte le parti civili. A processo c’è anche Silvia La Scala, 71 anni, ex presidente della Onlus Airone, e l’interprete Inna Troukhan, 49 anni, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e concorso in truffa aggravata. Stralciata ad altra udienza (25 maggio) la posizione di ulteriori due imputati, i kirghisi Alexander Angelidi, 54 anni e Venera Zakirova, 50 anni, dichiarati irreperibili. La coppia pisana, Tiziano Bernardini e Alessia Raglianti, assistita dall’avvocato Tiziana Mannocci, si è costituita parte civile (anche tre coppie di Bergamo e una Roma) ed entra nel processo per ottenere, in caso di condanna, un risarcimento dei danni. Dura da anni la battaglia dei coniugi Bernardini contro l’associazione Airone, già presente a Pisa con una sede in piazza Sant’Antonio, che, secondo l’accusa avrebbe approfittato della voglia di diventare genitori di numerose coppie italiane che chiedevano l’adozione di bambini del Khirghizistan.
Il giro d’affari messo in piedi ammonterebbe ad alcuni decine di migliaia di euro incassati e mai più restituiti. Anche se i bambini non sono mai arrivati. Il sistema adottato da Airone è andato avanti con versamenti da 999 euro per volta attraverso la Western Union da parte delle coppie, costrette a versare contanti ad Angelidi ogni volta che andavano nella repubblica kirghiza. Secondo la Procura tutto si è rivelato un drammatico incubo, con visite ad orfanotrofi e bimbi mostrati ancora in culla da scegliere, ma che non sono risultati adottabili. L’Airone a quel punto è finito sotto sorveglianza della commissione adozioni internazionali che ha mandato in Kirghizistan l’ambasciatore italiano in Kazakistan fino ad arrivare alla cancellazione di Airone. Ieri il collegio ha respinto la richiesta di coinvolgimento della commissione formulata da uno dei legali ma ha accettato che vengano trascritte tutte le intercettazioni raccolte durante le indagini e che vengano sentiti in aula gli imputati.
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