Sicurezza
L’arrestato al giudice: non ricordo se ho rubato
Nei guai un 43enne di Pontedera accusato di furto al ristorante “La Losanga” A incastrarlo la segnalazione di un passante, ma l’uomo è già tornato in libertà
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PONTEDERA. «Non ricordo se sono stato io a rubare...». Di primo impatto l’autore di un furto al ristorante “La Losanga” ha cercato di negare anche l’evidenza, ieri mattina in tribunale, davanti al gip che poi ha convalidato il suo arresto per furto e lo ha subito rimesso in libertà con l’obbligo di firma per tre giorni alla settimana.
Andrea Caciagli, pontederese, classe 1974, è stato arrestato la notte scorsa da carabinieri e polizia, grazie anche alla tempestiva segnalazione di un passante che lo aveva visto armeggiare intorno al negozio, lungo la Tosco Romagnola, ai Villaggi. Ovviamente il giudice ha chiesto a Caciagli di spiegare come mai a casa sua era stata trovata una parte della refurtiva, a cominciare da un prosciutto già appeso per essere conservato. A quel punto l’autore del raid con spaccata, dopo averci pensato un po’, ha trovato la memoria: «Via, su, allora sarò stato io», ha risposto alla domanda del giudice.
Dopo l’udienza con rito direttissimo, Caciagli, assistito dall’avvocato Francesco Paolo Arnò di Pisa, è stato rimesso in libertà, anche se resta indagato per il furto.
Non si è fatta quindi attendere la risposta delle forze dell’ordine rispetto al problema dei furti.
L’altra notte i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Pontedera, con la collaborazione di agenti del Commissariato di pubblica sicurezza, hanno arrestato l’ennesimo ladro che entra nei negozi.
L’uomo è stato sorpreso mentre sottraeva furtivamente diverse bottiglie di alcolici dal ristorante “La Losanga” dopo che aveva sfondato la vetrina colpendola con qualcosa di pesante. I carabinieri e la polizia hanno recuperato prima una parte della refurtiva e poi il resto. Il proprietario del ristorante, infatti, quando è arrivato nel negozio si è reso conto che mancava altra merce.
Durante la perquisizione domiciliare sono state rinvenute altre 27 bottiglie di alcolici e un prosciutto.
Dopo le formalità, l’uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza fino a quando non è stato portato in tribunale per il processo. Anche in questo caso resta l’amarezza del cittadino comune che difficilmente riesce a capire i meccanismi della legge che non prevede, per casi come quello di Caciagli, misure restrittive della libertà.
Intanto, il titolare della Losanga, Marcello Guelfi, oltre a ringraziare le forze dell’ordine, ha speso parole di ringraziamento per il passante che per primo si è reso conto – erano circa le tre della notte – di ciò che stava succedendo.
«Trovo giusto ringraziarlo – dice – perché non si è girato dall’altra parte e ha permesso di prendere l’autore del furto e, soprattutto, di recuperare la refurtiva». (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Andrea Caciagli, pontederese, classe 1974, è stato arrestato la notte scorsa da carabinieri e polizia, grazie anche alla tempestiva segnalazione di un passante che lo aveva visto armeggiare intorno al negozio, lungo la Tosco Romagnola, ai Villaggi. Ovviamente il giudice ha chiesto a Caciagli di spiegare come mai a casa sua era stata trovata una parte della refurtiva, a cominciare da un prosciutto già appeso per essere conservato. A quel punto l’autore del raid con spaccata, dopo averci pensato un po’, ha trovato la memoria: «Via, su, allora sarò stato io», ha risposto alla domanda del giudice.
Dopo l’udienza con rito direttissimo, Caciagli, assistito dall’avvocato Francesco Paolo Arnò di Pisa, è stato rimesso in libertà, anche se resta indagato per il furto.
Non si è fatta quindi attendere la risposta delle forze dell’ordine rispetto al problema dei furti.
L’altra notte i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Pontedera, con la collaborazione di agenti del Commissariato di pubblica sicurezza, hanno arrestato l’ennesimo ladro che entra nei negozi.
L’uomo è stato sorpreso mentre sottraeva furtivamente diverse bottiglie di alcolici dal ristorante “La Losanga” dopo che aveva sfondato la vetrina colpendola con qualcosa di pesante. I carabinieri e la polizia hanno recuperato prima una parte della refurtiva e poi il resto. Il proprietario del ristorante, infatti, quando è arrivato nel negozio si è reso conto che mancava altra merce.
Durante la perquisizione domiciliare sono state rinvenute altre 27 bottiglie di alcolici e un prosciutto.
Dopo le formalità, l’uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza fino a quando non è stato portato in tribunale per il processo. Anche in questo caso resta l’amarezza del cittadino comune che difficilmente riesce a capire i meccanismi della legge che non prevede, per casi come quello di Caciagli, misure restrittive della libertà.
Intanto, il titolare della Losanga, Marcello Guelfi, oltre a ringraziare le forze dell’ordine, ha speso parole di ringraziamento per il passante che per primo si è reso conto – erano circa le tre della notte – di ciò che stava succedendo.
«Trovo giusto ringraziarlo – dice – perché non si è girato dall’altra parte e ha permesso di prendere l’autore del furto e, soprattutto, di recuperare la refurtiva». (s. c.)
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