Il Tirreno

Pontedera

I genitori di Lorenzo e Sara chiedono scusa all’avvocato Dell’Unto

Sara Cicciotto e Lorenzo Malacarne, i due ragazzi morti in un incidente stradale a Pontedera nel 2016
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Sara Cicciotto e Lorenzo Malacarne, i due ragazzi morti in un incidente stradale a Pontedera nel 2016

Ponsacco: lettere al legale dopo l’episodio di tensione al processo per la morte dei due giovani in un incidente stradale

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PONSACCO. Dopo la morte di Lorenzo Malacarne e Sara Cicciotto, i due giovani che hanno perso la vita in un incidente stradale nel 2016 causato da una automobilista che si era messa alla guida in stato di ebbrezza, i familiari delle vittime avevano scelto la strada del silenzio. Ma alla prima udienza del processo, messi di fronte alla richiesta di un patteggiamento della pena, si sono lasciati prendere dalla disperazione, contestando la scelta del difensore dell’automobilista: l’avvocato Gabriele Dell’Unto.

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Ci sono stati momenti di tensione che hanno dato origine a una polemica. Ora il padre di Lorenzo e quello di Sara hanno scritto due lunghe lettere di scuse, indirizzate sia al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, sia al legale dell’imputata. Loro, i genitori, hanno conosciuto il dolore più grande che può toccare ad un padre e a una madre, dimostrando sempre una grande compostezza.

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«Abbiamo pianto e pregato che Sara vivesse nei giorni in cui era attaccata ad una macchina e quando invece se ne è andata, non ci è rimasto altro da fare che un gesto di civiltà: donare i suoi organi», scrive Nino Cicciotto. «Purtroppo questo tipo di dolore, questo lutto è tale che con il tempo non si stempera. Anzi, diventa sempre più grande. Evidentemente, il giorno dell’udienza, sentire ripercorrere le gravi circostanze che hanno determinato la morte della nostra amatissima bambina, mi ha forse per un attimo fatto perdere il controllo della mia condotta, fino ad oggi irreprensibile, frutto di una educazione improntata al rispetto dei valori e dei diritti altrui, portandomi a dire qualche parola di troppo e fuori posto al legale della responsabile della morte di mia figlia, legale che chiaramente nulla ha a che vedere con ciò che mi è purtroppo capitato e che deve essere rispettato in quanto non fa altro che svolgere il proprio lavoro».

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«Per questo – prosegue Cicciotto – chiedo scusa all’avvocato Dell’Unto che naturalmente deve essere libero e sereno nello svolgimento del proprio mandato, ma chiedo anche che siano comprese le circostanze tristissime e dolorosissime che hanno portato a ciò, così come non chiedo vendetta. Ma chiedo che sia fatta giustizia per il caso di nostra figlia Sara con una rigorosa applicazione della legge che regola tali fattispecie, ad esempio e monito per tutti affinché, se possibile, altri genitori non vivano tali dolorosissime esperienze».


Anche il padre di Lorenzo, Roberto Malacarne, spiega cosa è successo quel giorno in tribunale: «Una volta terminata l’udienza, in uno stato di profondo sconvolgimento, a causa di un equivoco sul termine “memoria”, che avevo sentito in udienza, con le foto della memoria di mio figlio (che è solo ciò che ci rimane), al passaggio del difensore ci siamo a lui rivolti, per un istante, sicuramente sbagliando, senza però alcuna minaccia né aggressione fisica, né necessario intervento di alcuno», precisa il genitore chiedendo scusa.
«Però vorrei che fosse almeno per un momento compreso lo stato in cui si trova chi è stato tragicamente, e con quali modalità, privato della vita di un figlio appena diciottenne, che è stato lasciato solo nel dolore, da tutto e tutti, che non ha mai ricevuto una scusa da parte della responsabile; anche se so che ciò non può essere ritenuto giustificativo», scrive Malacarne.

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«Sentire riferiti alla mia persona profili di inciviltà, mi fa molto male, ma ancora più mi ha fatto rendere conto di quanto l’improvvisa, ingiusta sottrazione di mio figlio, mi abbia completamente annientato nella mia anima e nella mia esistenza di uomo, e oramai definitivamente di padre. Mi preme, infine, sottolineare come non vi sia alcun intento vendicativo nel percorrere le vie giudiziarie, ma solo ed unicamente la richiesta, rispettosa e doverosa per Lorenzo, di giustizia, nel rispetto della legge per simili fatti, e della decisione dell’autorità giudiziaria, alla quale continuiamo a rimetterci, e che sempre abbiamo rispettato e rispetteremo; così come ogni istituzione e chiunque operi nelle stesse».

Malacarne chiede a tutti, «oramai, non tanto purtroppo per mio figlio, ma per i vostri figli, di sensibilizzare, e fare applicare con rigore la legge, per gli omicidi stradali in stato di ebrezza, perché non sia provato più da alcuno cosa significhi, quando il cellulare non risponde, andare a cercare il proprio figlio perché, come mai avvenuto prima, non è rincasato, ed in mancanza di alcun contatto, mentre come rifugio, di terribile presentimento, si sia seduti su una sedia del pronto soccorso, ad un certo punto si veda entrare un carabiniere che comunica che tuo figlio non c’è più; e poi si apprenda, senza nessuna sua colpa, per una guida in stato di ebrezza».

Infine, un invito all’avvocato Dell’Unto: «Che svolga serenamente la propria professione nella prosecuzione della difesa della propria assistita; rispettosi delle decisioni dell’autorità giudiziaria, del ruolo di ciascuno, nell’applicazione della legge».

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di Redazione web