Sicurezza
Terme di Casciana: in liquidazione la società di gestione
Crescono i timori tra i dipendenti, anche se il Comune ha pronto un piano. Il sindaco assicura che la procedura non mette a rischio i posti di lavoro
CASCIANA TERME. C’è grande preoccupazione tra i circa 60 dipendenti delle Terme di Casciana. Ora che si avvicina la scadenza del 31 dicembre e la privatizzazione non è andata in porto, i lavoratori cominciano a temere per il loro futuro. Anche se l’azienda termale da circa cinque anni ha avviato e consolidato un percorso di risanamento e ha presentato bilanci che sono i migliori nel panorama delle aziende partecipate, la Regione non ha sentito storie. Con la delibera del consiglio regionale n. 84 del 25 ottobre scorso ha dato il via libera alla messa in liquidazione entro il 31 dicembre della società che gestisce le Terme di Casciana. La decisione, passata nel silenzio generale della politica, potrebbe avere pesanti risvolti occupazionali, anche se finora i vari passaggi sono avvenuti in sordina, gestiti esclusivamente dagli enti proprietari: Comune di Casciana Terme e Regione.
Il sindaco Mirko Terreni, però, assicura che la procedura che si intende seguire, e che oggi verrà spiegata ai dipendenti, non mette a rischio i posti di lavoro anche se non si troveranno, come è stato fino ad oggi, privati disposti ad investire nelle Terme.
Tante idee, più o meno presentate in maniera ufficiale, ma pochi denari e soprattutto nessuna offerta ufficiale, visto che il bando per arrivare alla privatizzazione è andato deserto.
A questo punto è entrato in campo il Comune e in modo particolare il sindaco Terreni. L’operazione che intende condurre il primo cittadino, secondo alcuni, potrebbe non essere esente da rischi. Ai dipendenti finora non era stata illustrata in tutte le sue possibili “sfumature”, anche se in primavera questa ipotesi era circolata. Così sia i cittadini che i lavoratori dell’azienda termale sono molto preoccupati di quello che sta succedendo che è una conseguenza di quanto stabilito dalla Legge Madia sulle aziende partecipate e ormai sono anni che la Regione annuncia di voler lasciare le Terme.
Come si intende procedere? Il sindaco ha spiegato che il Comune con l’uscita della Regione si prenderà il 100% di Bagni di Casciana (la società di gestione), salvo poi tenersi il 51% della stessa società e mettere il 49% sul mercato, visto che il bando per la privatizzazione nel corso del 2017 è stato fatto ed è andato deserto. Fin qui l’intento sembra condivisibile. Ma le domande su questa operazione sono molte. Se Bagni di Casciana viene messa in liquidazione, cosa ne sarà di questa società se nessun privato (che dovrebbe portare capitale fresco) si farà avanti per l’acquisto delle quote?
«Gestirà direttamente il Comune – spiega il sindaco – La Regione ha deciso di mettere in liquidazione la società Terme di Casciana, proprietaria degli immobili delle Terme. Attualmente le quote di questa società sono 75% della Regione e il resto del Comune». Ma se il privato non si trova cosa succederà? La Regione rinuncia alla partecipazione senza chiedere soldi? «Per cedere al Comune il 100 per cento di Bagni di Casciana avrà in cambio una percentuale più alta nella proprietà degli immobili, questo è uno dei presupposti dell’operazione». L’ipotesi di un concordato/ fallimento ventilata in questi giorni non pare fondata visto che il Comune prenderà il 100% della società. «Per i dipendenti non ci sono rischi – dice Terreni – se riusciamo a fare entrare un privato nella gestione si avranno anche immediati vantaggi. Il Comune del resto, nonostante la Legge Madia, ha la possibilità di valutare in quali partecipate restare e noi riteniamo che le Terme siano strategiche per il territorio».
Con l’anno nuovo ci saranno cambiamenti anche ai vertici dell’azienda di cui è direttrice generale la dottoressa Arabella Ventura e amministratore unico il dottor Eduardo Falzone. «Penso che saranno loro a gestire questo passaggio, poi il privato che entrerà vorrà esprimersi sulla governance», dice il sindaco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
