Gioco
i cinque stelle a ponte a egola
«Nessuna certezza sul trasferimento dell’azienda M3»
PONTE A EGOLA. «Un piano di emergenza c’è già e non mai stato rispettato. Che senso ha mettersi a farne uno nuovo proprio adesso, quando mancano 11 mesi al trasferimento dell’azienda». È la domanda...
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PONTE A EGOLA. «Un piano di emergenza c’è già e non mai stato rispettato. Che senso ha mettersi a farne uno nuovo proprio adesso, quando mancano 11 mesi al trasferimento dell’azienda».
È la domanda sollevata dal movimento Cinque Stelle, arrivato ieri di fronte ai cancelli della M3 di Ponte Egola con la consigliera Chiara Benvenuti e con il collega del gruppo regionale Gabriele Bianchi. Un modo per sollevare dubbi e perplessità sulla reale volontà di trasferire in un altro Comune l’azienda produttrice di poliuretano espanso.
«Anche perché – ha ricordato Benvenuti – la proprietà ha presentato ricorso al Tar contro la delocalizzazione, mentre è partito l’iter per il nuovo piano di emergenza esterno che, in base a quanto dichiarato dall’amministrazione comunale, ridurrebbe l’area di rischio, in caso di incidente, all’interno dello stabilimento stesso».
Da qui il timore che il nuovo piano finisca per far decadere la necessità stessa di trasferire l’impresa. «Il piano di emergenza è ancora quello del 2014 – ha aggiunto Benvenuti – ma fino ad oggi non è mai stato rispettato, a cominciare dai piani di evacuazione che non sono mai stati fatti. Tornando al 2012, invece, al momento della riapertura dell’azienda i vigili del fuoco e la Asl avevano stabilito una serie di prescrizioni, ma non abbiamo mai avuto modo di verificare se sono state rispettate. Tra queste c’era anche la rimozione dell’amianto dalle coperture che è stata fatta solo in parte. La situazione lascia dubbi e perplessità».
«Anche l’informazione ai cittadini è stata data solo parzialmente – ha aggiunto il consigliere regionale Bianchi – Noi chiediamo che tutte le procedure siano rispettate, dando finalmente chiarezza e sicurezza ai cittadini».
Pochi giorni fa il gruppo Cinque Stelle in Regione ha presentato un’interrogazione urgente «per sapere – ha detto Bianchi – se e come la Regione si è attivata per la delocalizzazione, di chi è la responsabilità di non aver informato fin da subito la popolazione e per quale motivo sia stata permessa la riapertura nel 2012». (g. p.)
È la domanda sollevata dal movimento Cinque Stelle, arrivato ieri di fronte ai cancelli della M3 di Ponte Egola con la consigliera Chiara Benvenuti e con il collega del gruppo regionale Gabriele Bianchi. Un modo per sollevare dubbi e perplessità sulla reale volontà di trasferire in un altro Comune l’azienda produttrice di poliuretano espanso.
«Anche perché – ha ricordato Benvenuti – la proprietà ha presentato ricorso al Tar contro la delocalizzazione, mentre è partito l’iter per il nuovo piano di emergenza esterno che, in base a quanto dichiarato dall’amministrazione comunale, ridurrebbe l’area di rischio, in caso di incidente, all’interno dello stabilimento stesso».
Da qui il timore che il nuovo piano finisca per far decadere la necessità stessa di trasferire l’impresa. «Il piano di emergenza è ancora quello del 2014 – ha aggiunto Benvenuti – ma fino ad oggi non è mai stato rispettato, a cominciare dai piani di evacuazione che non sono mai stati fatti. Tornando al 2012, invece, al momento della riapertura dell’azienda i vigili del fuoco e la Asl avevano stabilito una serie di prescrizioni, ma non abbiamo mai avuto modo di verificare se sono state rispettate. Tra queste c’era anche la rimozione dell’amianto dalle coperture che è stata fatta solo in parte. La situazione lascia dubbi e perplessità».
«Anche l’informazione ai cittadini è stata data solo parzialmente – ha aggiunto il consigliere regionale Bianchi – Noi chiediamo che tutte le procedure siano rispettate, dando finalmente chiarezza e sicurezza ai cittadini».
Pochi giorni fa il gruppo Cinque Stelle in Regione ha presentato un’interrogazione urgente «per sapere – ha detto Bianchi – se e come la Regione si è attivata per la delocalizzazione, di chi è la responsabilità di non aver informato fin da subito la popolazione e per quale motivo sia stata permessa la riapertura nel 2012». (g. p.)
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