Il Tirreno

Pontedera

la mamma e la sorella della vittima 

«Deluse sì, rassegnate no questa storia non finisce qui»

«Deluse sì, rassegnate no questa storia non finisce qui»

PISA. «Sì, siamo deluse per una sentenza che non fa giustizia per Ivan e per la sua morte. Ma non ci abbattiamo. Andremo avanti».Il giudice ha appena letto la sentenza che condanna il badante polacco...

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PISA. «Sì, siamo deluse per una sentenza che non fa giustizia per Ivan e per la sua morte. Ma non ci abbattiamo. Andremo avanti».

Il giudice ha appena letto la sentenza che condanna il badante polacco a 12 anni per omicidio preterintenzionale (più altri 2 per documenti falsi e maltrattamenti ai danni del suo assistito, ndr). La mamma e la sorella di Ivan Tikhomirov lasciano il Tribunale a testa bassa. Il mancato ergastolo è una ferita che vogliono rimarginare al più presto.

Daria Maltseva e Maria Tikhomirov respingono l’immagine del loro figlio e fratello dipinto come uno che si ubriaca e fa a botte per uno screzio banale. «Ivan non è quello descritto durante il processo – spiegano mamma e figlia –. La verità è che è stato ucciso e non per un incidente durante una lite. L’ha voluto ammazzare. Non ci arrendiamo. Questa storia non finisce qui. Non deve concludersi in questo modo per Ivan».

L’impegno di Tikhomirov da anni era rivolto all’integrazione degli stranieri a Pisa. Aveva ricoperto anche ruoli pubblici e invitato a parlare a Palazzo Gambacorti per sostenere l’integrazione degli immigrati in città.

Proprio per questo suo fervore di recente il Comune gli ha intitolato una piazzetta sul viale delle Piagge. Era presidente dell'associazione Unità Migranti Italia di Pisa ed era impegnato nelle politiche dell'integrazione. Orgoglioso e generoso, così lo ricordano gli amici, Ivan era arrivato a Peccioli intorno al 2000, insieme alla madre, figlia di un artista di San Pietroburgo, e aveva frequentato le scuole medie nel paese dell'Alta Valdera. Il viaggio dalla Russia alla Toscana era dovuto alla mamma che aveva trovato lavoro nel Museo delle icone russe di Peccioli. Dopo il diploma di terza media i suoi studi erano proseguiti all'Istituto Nautico di Livorno. Una vita davanti interrotta da quella caduta mortale nel pomeriggio del 19 settembre del 2016.(p.b.)

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