Attenzione
tribunale: pene tra i sette e gli otto anni
Il pugno di ferro sui pusher della movida
PONSACCO. Un cascinale in mezzo al nulla. Fuori dalla movida pisana, distante dal centro di gravità del loro mercato. Isolati, lontani dalle piazze che rifornivano di sballo. I Jarmouni credevano di...
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PONSACCO. Un cascinale in mezzo al nulla. Fuori dalla movida pisana, distante dal centro di gravità del loro mercato. Isolati, lontani dalle piazze che rifornivano di sballo. I Jarmouni credevano di farla franca e che nessuno fra i campi delle Melorie di Ponsacco sarebbe andato a spulciare dietro le mura del podere che avevano trasformato nel loro covo. I fratelli (e cugini) marocchini dovranno ricredersi: da ieri sanno che l’orizzonte di una delle bande dello spaccio più note tra Pisa, Pontedera e Cascina per i prossimi 7 o 8 sarà quello del carcere.
El Hassane Jarmouni, 29 anni, Abdelhadi Jarmouni, 22, Mahdi Jarmouni, 20 anni, e Aziz Jarmouni, 36, sono stati condannati nell’udienza preliminare presieduta dal giudice Donato D’Auria a pene comprese fra i 7 anni e 8 mesi e gli 8 anni. Un verdetto severo se si considera che il passaggio dal gup con il rito abbreviato comporta di per sé uno sconto di un terzo. In pratica una sentenza che conferma l’impianto dell’accusa sostenuta dal pm Giovanni Porpora e che, insieme alle tante pronunciate in queste ultime settimane dal tribunale di Pisa su casi simili, sembrano disegnare una nuova “linea” di rigore assoluto dei giudici pisani nei confronti dei reati di droga in una città “assediata” da microcriminalità, spaccio e movida molesta.
I Jarmouni non potevano essere considerati dei dilettanti. Nel blitz del primo febbraio scorso, i carabinieri guidati da Gianni Meucci e Michele Cataneo, li sorpresero nel cascinale di Ponsacco con quasi 15 chili di stupefacente. Un piccolo “arsenale” lisergico da 250 mila euro composto da 13 chili di hashish, uno di marijuana e 300 grammi di cocaina pura oltre che 1500 euro in contanti. Droga pronta per essere smistata sulle piazza pisane e della provincia.
Mario Neri
El Hassane Jarmouni, 29 anni, Abdelhadi Jarmouni, 22, Mahdi Jarmouni, 20 anni, e Aziz Jarmouni, 36, sono stati condannati nell’udienza preliminare presieduta dal giudice Donato D’Auria a pene comprese fra i 7 anni e 8 mesi e gli 8 anni. Un verdetto severo se si considera che il passaggio dal gup con il rito abbreviato comporta di per sé uno sconto di un terzo. In pratica una sentenza che conferma l’impianto dell’accusa sostenuta dal pm Giovanni Porpora e che, insieme alle tante pronunciate in queste ultime settimane dal tribunale di Pisa su casi simili, sembrano disegnare una nuova “linea” di rigore assoluto dei giudici pisani nei confronti dei reati di droga in una città “assediata” da microcriminalità, spaccio e movida molesta.
I Jarmouni non potevano essere considerati dei dilettanti. Nel blitz del primo febbraio scorso, i carabinieri guidati da Gianni Meucci e Michele Cataneo, li sorpresero nel cascinale di Ponsacco con quasi 15 chili di stupefacente. Un piccolo “arsenale” lisergico da 250 mila euro composto da 13 chili di hashish, uno di marijuana e 300 grammi di cocaina pura oltre che 1500 euro in contanti. Droga pronta per essere smistata sulle piazza pisane e della provincia.
Mario Neri
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