La manifestazione
«La giunta non conceda proroghe alla ditta M3»
Francesco Lupi (Articolo 1): «I tempi per la delocalizzazione siano rispettati» I consiglieri regionali pentastellati chiedono alla Regione di trovare siti alternativi
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PONTE A EGOLA. Alla data indicata mancano poco più di 11 mesi. Meno di anno, quindi, per trovare una nuova sede all’azienda M3 (produttrice di gomma piuma) la cui collocazione a Ponte a Egola risulta ormai incompatibile con il regolamento urbanistico del Comune di San Miniato. È questo il termine indicato più volte dall’amministrazione. Un termine sul quale Articolo 1 Mdp chiede di non transigere, precisando che il tema dei posti di lavoro «non potrà essere utilizzato per rinviare la decisione». A dirlo è il consigliere comunale Francesco Lupi, annunciando la presentazione di un documento sul quale chiederà la convergenza di tutti i gruppi di opposizione. «Noi di Articolo 1-Mdp – dice Lupi – pensiamo che sulla M3 l’amministrazione debba ribadire in forma inequivocabile l’impegno più volte espresso anche dal sindaco: la data del settembre 2018 deve essere considerata ultimativa e non suscettibile di un’ulteriore proroga per l’allontanamento dall’area di Ponte a Egola di un’attività a forte rischio, che i regolamenti urbanistici dichiarano incompatibile con la zona dove è collocata».
Da qui la richiesta di una presa di posizione condivisa, dai banchi del consiglio, per assicurare ai cittadini di Ponte a Egola il trasferimento dell’impresa, precisando che i posti di lavoro non saranno un argomento valido per ritardare. «L’apporto che l’azienda dà all’occupazione è minimo – afferma Lupi – e di molto inferiore al numero degli addetti prima della chiusura del 2011, dato che la nuova proprietà non ha rispettato gli impegni che aveva assunto sui livelli occupazionali, mentre la criticità ambientale è rimasta molto alta. È chiaro che questi operai dovranno essere tutelati con l’utilizzo di tutti gli strumenti sindacali e attraverso la ricerca di localizzazioni alternative. Un aspetto su cui ci risulta che la Regione sia positivamente impegnata. Fare di questo un pretesto per nuove proroghe sarebbe un modo per difendere non gli interessi dei lavoratori ma quelli della proprietà».
Una posizione un po’diversa, invece, quella espressa dal momento Cinque Stelle regionale che, pochi giorni fa, ha presentato un’interrogazione al presidente Enrico Rossi. «Ci risulta che il Comune abbia segnalato la questione alla giunta della Regione senza ricevere risposta – dicono i consiglieri pentastellati –. Rossi deve ai cittadini e al Comune risposte chiare, spiegando se e come la giunta si è attivata per la delocalizzazione della M3, se saranno rispettati i tempi e quando sarà avviata la bonifica».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Da qui la richiesta di una presa di posizione condivisa, dai banchi del consiglio, per assicurare ai cittadini di Ponte a Egola il trasferimento dell’impresa, precisando che i posti di lavoro non saranno un argomento valido per ritardare. «L’apporto che l’azienda dà all’occupazione è minimo – afferma Lupi – e di molto inferiore al numero degli addetti prima della chiusura del 2011, dato che la nuova proprietà non ha rispettato gli impegni che aveva assunto sui livelli occupazionali, mentre la criticità ambientale è rimasta molto alta. È chiaro che questi operai dovranno essere tutelati con l’utilizzo di tutti gli strumenti sindacali e attraverso la ricerca di localizzazioni alternative. Un aspetto su cui ci risulta che la Regione sia positivamente impegnata. Fare di questo un pretesto per nuove proroghe sarebbe un modo per difendere non gli interessi dei lavoratori ma quelli della proprietà».
Una posizione un po’diversa, invece, quella espressa dal momento Cinque Stelle regionale che, pochi giorni fa, ha presentato un’interrogazione al presidente Enrico Rossi. «Ci risulta che il Comune abbia segnalato la questione alla giunta della Regione senza ricevere risposta – dicono i consiglieri pentastellati –. Rossi deve ai cittadini e al Comune risposte chiare, spiegando se e come la giunta si è attivata per la delocalizzazione della M3, se saranno rispettati i tempi e quando sarà avviata la bonifica».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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