Il Tirreno

Pontedera

Acqua, la bolletta sale del sei per cento

Acqua, la bolletta sale del sei per cento

Le tariffe del gestore pisano sono tra le più care d’Italia, ma è anche l’azienda che investe di più

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Il rincaro più alto della Toscana e l’acqua più cara della regione. Anzi, d’Italia. Sembra una corsa inarrestabile quella delle tariffe applicate a Pisa e negli altri 55 Comuni controllati da Acque spa per la gestione del servizio idrico. Forniture, riparazioni alle reti idriche, costruzione di nuove fognature, dighe, invasi, grandi condutture o opere anti siccità a fine anno ci saranno costati il 6% in più rispetto a ciò che abbiamo speso nel 2016.

O almeno è l’aumento proposto dal colosso dell’acqua e dall’assemblea dei sindaci all’Aeegsi, l’Autorità nazionale per l’energia e il servizio idrico. Da Roma proprio oggi è atteso il via libera, ma il garante potrebbe optare anche per una correzione di rotta. Che non è mai al rialzo rispetto alle ipotesi formulate dalle aziende. Anzi, l’authority nazionale potrebbe ritenere eccessivo il rincaro e chiedere ad Acque di ridurre la tariffa.

Se così fosse, il verdetto dell’Aeegsi per una volta riserverebbe una bella sorpresa agli oltre 325 mila utenti disseminati fra la costa pisana e la Valdinievole, tra la Valdera e l’Empolese Valdelsa: nella bolletta di fine anno comparirebbe un conguaglio al ribasso. Ma è uno scenario improbabile. L’aumento è stato vagliato dall’Autorità idrica toscana (Ait), e il garante regionale dell’acqua non si aspetta grossi scostamenti. Se dovessero esserci, sarebbero di uno o due decimi, non abbastanza da alleggerire la bolletta. Un nervo scoperto, e non solo per l’azienda pisana. Da anni le tariffe toscane sono le più care del Paese, e non sempre a ragione, denuncia Federconsumatori.

A Pisa nel 2016 la bolletta media per una famiglia da 3 componenti e un consumo da 150 metri cubi, è stata da circa 500 euro (la media italiana di 290 euro). Quest’anno potrebbe salire fino a 530 euro. Gaia in Versilia farà pagare 450 euro, Publiacqua a Firenze 440.

Ma se l’incremento del gigante pisano dell’oro blu è il più alto applicato dalle società di gestione in regione, è anche vero che nessuno come Acque nel 2016 è riuscito a tener fede agli impegni presi con il piano di investimenti. La spa fattura circa 140 milioni e l’anno scorso per la realizzazione di nuove opere pubbliche ha speso 54 milioni, l’1% in più di quanto previsto. Un piccolo record nel confronto con le altre società, perché Acque è l’unica ad aver rispettato gli impegni.

Così, l’aumento contenuto (+ 2,5%) di Publiacqua sarebbe una diretta conseguenza di piano di investimenti che è rimasto sotto le attese dell’8%. Sembra una contorsione contabile, poi, quella esercitata da Gaia. La partecipata dell’acqua fra la Versilia, Massa Carrara, la Lunigiana e la Lucchesia nel 2016 ha investito appena 10 milioni, il 55% in meno di quanto messo nero su bianco nei piani, eppure sia l’anno scorso che quest’anno ha aumentato la tassa (nel 2016 del 5%, nel 2017 del 5,5%).

«In Toscana si sono investiti circa 200 milioni - dice Alessandro Mazzei, direttore dell’Ait - e quasi tutti in manutenzione straordinaria e attività connesse al contenimento delle perdite. Ma le tariffe sono in linea con le migliori pratiche europee. Sono le più alte di Italia, è vero, ma i gestori toscani sono quelli che nel Paese fanno più investimenti».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa