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Lorenzana, chiude la banca e i cittadini si mobilitano

Lorenzana, chiude la banca e i cittadini si mobilitano

Lo sportello del Monte dei Paschi (ex Banca Toscana) è l’unico del paese Il Comune organizza una petizione e lancia un appello agli altri istituti di credito   

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LORENZANA. Il parroco vive a Fauglia da tempo e va a Lorenzana negli orari della messa, per cerimonie e funerali. Il municipio ha chiuso i battenti con la fusione tra Crespina e Lorenzana. E ora tocca alla banca del piccolo centro che conta circa 1.500 anime.

«Tra un po’ metteranno un cancello all’inizio e alla fine del centro abitato, tanto qui resterà ben di servizi non ne resteranno molti», è un’ironia amara quella di un pensionato che incontriamo per strada all’ora di pranzo, in una giornata illuminata da un bel sole. Le strade sono tenute abbastanza bene, il paese è un piccolo gioiello con terrazzi che si affacciano sulle colline verdi, ricche di olivi. Una bella cartolina della campagna toscana: le case dalle pareti gialle e a mattoncini. Pensi al paradiso della tranquillità, ma poi vedi che appesi alle porte di fondi commerciali e case non mancano i cartelli “vendesi”, anche qui la crisi si fa sentire. E poi in giro non c’è anima a parte i bambini della scuola che seguono in fila indiana la maestra. Nel bar del paese così come al circolo Arci l’argomento è uno solo: la banca saluta e se ne va. La decisione del Monte dei Paschi di Siena di chiudere la piccola filiale nel centro di Lorenzana era nell’aria da tempo. I primi sospetti c’erano stati dopo che i malviventi avevano fatto saltare – ancora molti si chiedono come abbiano fatto – lo sportello bancomat causando danni piuttosto importanti. Il servizio non è stato più riattivato, anche se sono passati alcuni mesi. E ora ai clienti è stato comunicato che i loro conti correnti, salvo diverse indicazioni dei singoli correntisti, saranno trasferiti alla filiale di Navacchio. Lo sportello bancario nella centrale piazza Gramsci avrà vita fino a venerdì 17 novembre – una data non a caso. . . – ultimo giorno di apertura. Gli impiegati hanno disposizioni di non commentare e le rispettano. A dare ufficialità alla decisione della banca (che razionalizza e chiude su tutto il territorio) sono stati il sindaco, Thomas D’Addona, e il vice Gianluca Catarzi: quest’ultimo poi a Lorenzana vive e lavora, per cui il confronto con i cittadini e con questo problema è quotidiano.

«Già da alcune settimane girava la voce, ora è ufficiale: la filiale della banca di Lorenzana chiuderà a breve. Questa sembra essere una conseguenza del piano di ristrutturazione che il Mps ha approvato dopo le note vicende di cui molto si è discusso a livello nazionale. Non vogliamo che Lorenzana perda la banca e se siamo uniti avremo più possibilità. Per questo l’amministrazione comunale ha promosso una raccolta di firme. Firmate in tanti presso gli uffici comunali di Lorenzana e presso le attività commerciali che aderiranno. I moduli saranno disponibili da mercoledì (cioè da oggi)», dice il sindaco.

«Stiamo cercando di trovare clienti che sono disposti a trasferire i loro conti e depositi in un’altra banca intenzionata a sua volta a venire a Lorenzana – dice il vicesindaco – Sarebbe così un buon punto di partenza. L’importante è che riusciamo almeno a conservare il servizio Bancomat, per non far andare i cittadini a dieci chilometri di distanza se hanno bisogno di prelevare 50 euro».

C’è sempre l’ufficio postale che resiste anche se con poco personale e orari razionalizzati. «Non vivo a Lorenzana ma ci lavoro – spiega Jacek Stanislawczyk, barista nella “Trattoria dei Vecchi Sapori”, che si trova proprio davanti alla banca – ma per chi abita qui mi pare che la chiusura creerà disagi. Tutti ne parlano, diciamo che è una questione sentita. Il Comune sta cercando un’altra banca, speriamo che ci riesca».

Non c’è voglia di affrontare l’argomento al circolo Arci. «Meglio non parlare», dice la dispensiera. «Dopo la chiusura del Comune, ora vediamo anche quella della banca...», incalza un’altra cittadina che però fa capire di non volersi esporre.

«La chiusura della banca – dice Paolo Salomoni – farà arrivare meno gente, anche per le attività commerciali non è certo un fatto positivo». Del resto le attività rimaste si contano sulle dita di una mano. «Ma quando ci sono le feste il paese si anima – dice una cittadina – vedeste quanta gente c’è per Halloween».

Sabrina Chiellini

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