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Remaggi, bilancio ok ma contenzioso da risolvere

Remaggi, bilancio ok ma contenzioso da risolvere

Deve essere trovata una soluzione per i dipendenti che hanno percepito un’indennità superiore a quella dovuta. Con i conti in ordine è possibile sviluppo

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CASCINA. I conti sono stati messi in ordine, stando ai dati che sono stati forniti dal consiglio di amministrazione facendo il punto sull’andamento dei primi sei mesi di attività di quest’anno. Ora però l’istituto dovrà trovare il modo di riscuotere le somme indebitamente pagate ai dipendenti del Remaggi tra il 2007 e il 2015. Soldi – sotto forma d’incentivi – che l’attuale consiglio d’amministrazione della residenza sanitaria assistitenziale (Rsa) Remaggi ha chiesto al personale (sia a quello in forza che a quello in pensione o che ha prestato servizio in passato con contratti a tempo indeterminato). Sindacato e azienda stanno cercando di condurre una trattativa per evitare guai economici ai lavoratori. Alcuni di questi, infatti, dovrebbero restituire fino a diecimila euro. Risultato? Se ne parla da un anno e ancora non è stato trovato un punto di accordo. E lo stesso “Remaggi” ha preso tempo per verificare meglio le singole posizioni e buste paga, evitando così che ci siano errori. Intanto sulla casa di riposo, in quanto ente partecipato, erano puntati gli occhi dei consiglieri dell’opposizione. Ma la semestrale illustrata anche ai consigliere ha allontanato i dubbi che qualcuno aveva espresso sui 270mila euro circa che il Remaggi deve incassare dal contenzioso con i dipendenti che sono stati inseriti nel bilancio come una somma accantonata, come un credito che non può essere iscritto nel bilancio.

Detto ciò, negli ultimi mesi, da quando è stato nominato direttore il dottor Eduardo Falzone, sono state introdotte una serie di modifiche gestionali che hanno permesso all’ente di tirare un attimo il fiato. Per prima cosa il direttore ha riorganizzato il personale interno, chiudendo i rapporti con l’agenzia interinale e risparmiando così in un solo colpo 160mila euro.

L’altro taglio ha riguardato le consulenze (ce ne erano alcune pagate a 550 euro per ogni giornata di presenza). Chiusi i conti correnti non utilizzati, ottenuto il certificato di prevenzione incendi, avviato il processo di riorganizzazione della cartella clinica e la revisione del processo assistenziale con revisione dei protocolli. Riviste anche tutte le spese per i materiali che l’istituto deve acquistare.

Insomma una “rivisitazione” totale del modello di gestione e di tutti i costi. Messi i conti in ordine, l’istituto può pensare a come utilizzare un’area che attualmente è vuota e pronta all’uso. Un edificio che potrebbe anche ospitare la casa della salute, ma potrebbe ampliare l’offerta con altri quattro posti letto. Questo consentirebbe di alleggerire le liste d’attesa. Ma l’Asl al momento prende tempo con le autorizzazioni. Se l’andamento di questi mesi sarà confermato il bilancio 2017 dell’istituto non sarà in rosso.

Infine, c’è ora da capire come mai il consiglio di amministrazione non sia ancora stato rinnovato con l’ingresso di due nuovi consiglieri peraltro già nominati dalla sindaca. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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