Ghiaccio su misura arriva da Calcinaia
Sistemi refrigeranti che si adattano a varie parti del corpo L’idea è di una studentessa, il progetto presentato negli Usa
CALCINAIA . Una ginocchio che si gonfia, una spalla che fa male, una caviglia slogata.È capitato praticamente a tutti almeno una volta nella vita e la terapia è sempre la stessa: ricorrere alle classiche “buste del ghiaccio”, per placare il dolore e far tornare la parte contusa alle normali dimensioni.Se il rimedio è ben noto, ben noti sono anche gli inconvenienti ad esso connessi: la busta del ghiaccio è troppo grande, è troppo piccola, cade, scivola, bagna, non si piega, si piega troppo. .
A trovare una soluzione a tutti questi disagi, progettando oggetti particolarmente performanti ed efficaci, è stata una giovanissima toscana. Il suo nome è Virginia Bacchereti, ventottenne laureata in Ingegneria Biomedica all’Università degli Studi di Pisa con il massimo dei voti, che, grazie alla sua innovativa idea, ha avuto l’opportunità di volare fin nella Silicon Valley.
«I prodotti che ho ideato – spiega Virginia –, e che ad oggi sono riuscita concretamente a realizzare all’interno di un’azienda toscana, sono supporti refrigeranti in grado di adattarsi alle varie parti del corpo che, a seguito di un trauma, di un’operazione chirurgica o di una qualsiasi altra problematica, necessitano di esser sottoposte al freddo. I vantaggi sono molti: una terapia mirata ed eseguibile senza dover necessariamente stare fermi, aspetto particolarmente importante per gli atleti e gli sportivi professionisti che subiscono un infortunio».
«Tutto è nato da un’idea che ho sviluppato qualche mese dopo la laurea – prosegue – e che mi ha permesso di essere selezionata nell’ambito del programma PHD+, promosso dall’Università di Pisa per giovani che intendono dar vita a propri progetti. Il momento culminante di questa esperienza è stato il corso d’accelerazione d’impresa a cui ho potuto partecipare nella Silicon Valley, nello scorso mese di luglio. Si è trattato di una grande opportunità che mi ha consentito di rincasare con un bagaglio di informazioni estremamente ampio, un enorme carico motivazionale, assieme alla consapevolezza di poter contare su un’ottima preparazione scolastica di base, formazione che gli stessi colleghi americani ci invidiano».
A invitare Virginia in municipio, è stata la sindaca, Lucia Ciampi: «Un’idea innovativa unita alla giovane età, a una brillante carriera universitaria e a una grandissima determinazione – afferma Ciampi –. Sono questi i “viatici” che hanno portato la nostra concittadina fin nella Silicon Valley, sulle tracce del suo più grande sogno, ormai a un passo dal divenire realtà».
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