Attenzione
Tmm, il presidio non molla e arriva anche la stufa
Le notti iniziano ad essere fredde e gli operai ricevono in regalo una caldaia L’ha donata la ditta Eco Abitare. È l’ennesimo gesto di solidarietà verso i lavoratori
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Alla fine è arrivata anche la stufa. Perché dormire al presidio, con novembre che si avvicina, non sarà facile.
C’è la spada di Damocle del 25 ottobre, che potrebbe rappresentare per gli operai della Tmm la fine di ogni speranza, a praticamente ottanta giorni da quando i dipendenti della fabbrica dell’indotto Piaggio hanno deciso di dire no al licenziamento in blocco di tutta la forza lavoro, composta principalmente da persone di età compresa tra i 45 e i 60 anni, cioè troppo vecchi per trovare una nuova occupazione e troppo giovani per andare in pensione.
Venerdì, visto che non c’è intenzione di mollare, la ditta Eco Abitare ha consegnato agli operai – a titolo gratuito – una stufa a pellet della potenzia di 12 kilowatt, utile (se non indispensabile) per riscaldare le fredde notti delle prossime settimane al presidio di viale Africa. «Speriamo – scrivono quelli di Eco Abitare – visti tutti i problemi che state affrontando, che il nostro gesto serva almeno ad allietare le vostre serate nel lungo inverno che arriverà».
Nella vicenda Tmm c’è una certezza più certezza delle altre: si tratta della solidarietà nei confronti degli 85 (ora 83) operai nel cui futuro lavorativo si fa sempre più reale lo spettro del licenziamento. La solidarietà – «spirituale e materiale» – è arrivata da molte fasce della società pontederese, e non solo: le sarte della sartoria solidale di Fornacette hanno organizzato una lotteria per raccogliere fondi (circa 1500 euro), le associazioni di volontariato hanno messo in piedi un corteo – a sirene spiegate – per sensibilizzare ancora di più la gente sulla vicenda di questi lavoratori che – volenti o nolenti – sono diventati un simbolo della “resistenza operaia”. Il 25 ottobre è previsto un incontro in Provincia, che potrebbe diventare il vero spartiacque di tutta questa vicenda: al momento sono stati registrati soltanto alcuni interessamenti da parte di altrettanti imprenditori, che però devono ancora tramutarsi in proposte concrete. Nel frattempo gli operai continuano a presidiare la fabbrica, i cui cancelli rimangono chiusi a chiave con un grosso lucchetto. Già nei prossimi giorni si capirà se potranno smontare il presidio o se saranno costretti a dire addio al sogno di tornare al lavoro.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
C’è la spada di Damocle del 25 ottobre, che potrebbe rappresentare per gli operai della Tmm la fine di ogni speranza, a praticamente ottanta giorni da quando i dipendenti della fabbrica dell’indotto Piaggio hanno deciso di dire no al licenziamento in blocco di tutta la forza lavoro, composta principalmente da persone di età compresa tra i 45 e i 60 anni, cioè troppo vecchi per trovare una nuova occupazione e troppo giovani per andare in pensione.
Venerdì, visto che non c’è intenzione di mollare, la ditta Eco Abitare ha consegnato agli operai – a titolo gratuito – una stufa a pellet della potenzia di 12 kilowatt, utile (se non indispensabile) per riscaldare le fredde notti delle prossime settimane al presidio di viale Africa. «Speriamo – scrivono quelli di Eco Abitare – visti tutti i problemi che state affrontando, che il nostro gesto serva almeno ad allietare le vostre serate nel lungo inverno che arriverà».
Nella vicenda Tmm c’è una certezza più certezza delle altre: si tratta della solidarietà nei confronti degli 85 (ora 83) operai nel cui futuro lavorativo si fa sempre più reale lo spettro del licenziamento. La solidarietà – «spirituale e materiale» – è arrivata da molte fasce della società pontederese, e non solo: le sarte della sartoria solidale di Fornacette hanno organizzato una lotteria per raccogliere fondi (circa 1500 euro), le associazioni di volontariato hanno messo in piedi un corteo – a sirene spiegate – per sensibilizzare ancora di più la gente sulla vicenda di questi lavoratori che – volenti o nolenti – sono diventati un simbolo della “resistenza operaia”. Il 25 ottobre è previsto un incontro in Provincia, che potrebbe diventare il vero spartiacque di tutta questa vicenda: al momento sono stati registrati soltanto alcuni interessamenti da parte di altrettanti imprenditori, che però devono ancora tramutarsi in proposte concrete. Nel frattempo gli operai continuano a presidiare la fabbrica, i cui cancelli rimangono chiusi a chiave con un grosso lucchetto. Già nei prossimi giorni si capirà se potranno smontare il presidio o se saranno costretti a dire addio al sogno di tornare al lavoro.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
