Attenzione
arte e riqualificazione
La Pietra degli Dei è pronta, “Il Pupo” è il suo protagonista
VOLTERRA. È stata una giornata importante quella di venerdì, dove si è celebrato il San Luca degli alabastri e dove è andata in scena l’inaugurazione dell’opera murale “La Pietra degli Dei” di Nico...
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VOLTERRA. È stata una giornata importante quella di venerdì, dove si è celebrato il San Luca degli alabastri e dove è andata in scena l’inaugurazione dell’opera murale “La Pietra degli Dei” di Nico Lopez Bruchi, che rappresenta “Il Pupo” al lavoro e sembra che fissi i commensali del circolo Arci San Giusto, in questa giornata a lui dedicata. Artigiani di generazione diverse, accomunati dall’identica passione, commensali di lunghe tavole apparecchiate, hanno bagnato con un bicchiere di vino rosso questa giornata di sole da ricordare. Nico Lopez Bruchi, volterrano, giovane artista appassionato, cofondatore del gruppo di urban art Elektro Domestik Force, ha abbellito con la sua arte la parente dell’edificio delle case popolari di San Giusto.
«Inizialmente – racconta – il soggetto da riproporre nel murales doveva essere il mio bis nonno, Giulio Bigazzi, anche lui alabastraio, che oltretutto abitava nell’edificio. Non sono riuscito a trovare una foto che lo ritraesse per farne un modello, così confrontandomi anche con gli alabastri è nata l’idea di raffigurare il Pupo, che oltre ad essere l’emblema di questa arte è una grande persona». Nella raffigurazione il Pupo sta lavorando un’ancora. «Questa scelta è del tutto personale, per me l’ancora è il logo della mia Volterra: l’ancora si getta per fermarsi e trovare pace, ma anche per salvarsi dalla tempesta. Questo per me è Volterra, il luogo sicuro, che conosco, dal quale mi sono allontanato, un luogo di amore ed odio in cui torno per fermarmi e pensare».
Sono stati tre giorni di lavoro intensi per regalare a Volterra questa grande opera. «Non mi sento un street artist, la mia evoluzione punta ad un arte sociale per rendere bellezza laddove c’è degrado»; infatti questo intervento, a cura di Enrica Conte, rientra nel più ampio progetto “Tucc”, Tuscany’s Urban Colors Correction, cofinanziato dalla Regione Toscana, che ha l’intento di abbellire zone degradate in diversi comuni toscani.
Intanto, nello spiazzo davanti all’opera, Aulo Grandoli, per tutti “Il Pupo”, è stata la vera star. Mentre posava per le foto davanti alla sua gigantografia, non si poteva non notare quello sguardo puro e fiero che simboleggia l’etrusco colle.
Chiara Bruschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Inizialmente – racconta – il soggetto da riproporre nel murales doveva essere il mio bis nonno, Giulio Bigazzi, anche lui alabastraio, che oltretutto abitava nell’edificio. Non sono riuscito a trovare una foto che lo ritraesse per farne un modello, così confrontandomi anche con gli alabastri è nata l’idea di raffigurare il Pupo, che oltre ad essere l’emblema di questa arte è una grande persona». Nella raffigurazione il Pupo sta lavorando un’ancora. «Questa scelta è del tutto personale, per me l’ancora è il logo della mia Volterra: l’ancora si getta per fermarsi e trovare pace, ma anche per salvarsi dalla tempesta. Questo per me è Volterra, il luogo sicuro, che conosco, dal quale mi sono allontanato, un luogo di amore ed odio in cui torno per fermarmi e pensare».
Sono stati tre giorni di lavoro intensi per regalare a Volterra questa grande opera. «Non mi sento un street artist, la mia evoluzione punta ad un arte sociale per rendere bellezza laddove c’è degrado»; infatti questo intervento, a cura di Enrica Conte, rientra nel più ampio progetto “Tucc”, Tuscany’s Urban Colors Correction, cofinanziato dalla Regione Toscana, che ha l’intento di abbellire zone degradate in diversi comuni toscani.
Intanto, nello spiazzo davanti all’opera, Aulo Grandoli, per tutti “Il Pupo”, è stata la vera star. Mentre posava per le foto davanti alla sua gigantografia, non si poteva non notare quello sguardo puro e fiero che simboleggia l’etrusco colle.
Chiara Bruschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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