Gioco
L’associazione dei senegalesi si offre per pulire la stazione
Consiglio comunale dedicato al problema del degrado Annunciati nel 2002 e mai installati pannelli fonoassorbenti
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MONTOPOLI. Più decoro, più ordine e più pulizia, per dare alla stazione di San Romano un’immagine diversa, superando anche quella diffidenza verso gli stranieri che a detta di Abdoul Pene, segretario dell’associazione Teranga e delegato Cgil, si percepisce troppo bene nello sguardo di molte persone. È con questo spirito che Teranga, alla quale fa capo la comunità senegalese del Comune di Montopoli, si è detta pronta alla pulizia dello scalo ferroviario una volta al mese.
Anche per dimostrare che «non siamo delinquenti – ha detto Abdoul – ma che frequentiamo la stazione perché è l’unico modo per andare a lavorare. Se ci fate caso, gli stranieri che delinquono a San Romano sono gli stessi da 10 anni».
Parole accolte con un applauso nel consiglio comunale aperto di venerdì a Montopoli, a distanza di una settimana dall’infuocata Consulta a Torre Giulia. Toni più pacati stavolta, con i sanromanesi arrivati in massa e con le idee molte chiare sulle tante cose che non vanno in quella parte di frazione: «Perché il degrado non riguarda solo la stazione e le aree limitrofe – ha detto Cinzia Carli – ma si estende a tutta via Cavour».
La stessa strada dove vive Barbara Francalanci, convinta della necessità di mettere mano alla segnaletica, alla sorveglianza e perché no, anche di ipotizzare il trasferimento di alcuni uffici comunali nella stazione stessa. A mettere d’accordo tutti, però, è la richiesta di una maggiore attenzione da parte delle Ferrovie, attraverso un’amministrazione che, a detta di molti, dovrebbe farsi sentire di più, soprattutto sul problema dei pannelli fonoassorbenti annunciati dal 2002 e mai realizzati. «Rfi interloquisce con tutti, ma gli interventi che poi vanno avanti sono quelli sollecitati dai sindaci e dalla Regione», ha detto il capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli, rivelando di aver incontrato a marzo i vertici regionali di Ferrovie per parlare della stazione di San Romano.
«Nel 2012 – ha proseguito – la tratta è risultata tra quelle che hanno più di 30mila convogli l’anno e pertanto ammissibile di intervento. Quindi Ferrovie i soldi per mitigare il rumore ce li ha messi, ma poi vanno avanti i progetti di chi si fa vedere di più».
Per tutta risposta, il sindaco Giovanni Capecchi ha annunciato che «entro la settimana potrebbe arrivare il via libera delle Ferrovie per il comodato d’uso della stazione e dello scalo merci. Perché noi, con Ferrovie – ha replicato – abbiamo rapporti costanti».
Secondo Luca Potì dei Cinque Stelle, invece, è proprio grazie alla mobilitazione degli ultimi giorni se la questione stazione ha avuto un’accelerata. «Perché la partecipazione serve – ha detto – anche se l’amministrazione non ha ancora spiegato cosa intende fare per il problema sicurezza e quale modello di integrazione intende adottare».
L’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Varallo, ha ricordato che la ciclopista dell’Arno «porterà a San Romano un bike sharing, un info point e la riqualificazione del sottopasso. A ogni modo, le cose che Rfi ha detto a Carli sono le stesse che dice anche a noi dal 2002: il progetto contro il rumore è pronto, ma è tutto fermo a Roma in attesa di finanziamenti».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Anche per dimostrare che «non siamo delinquenti – ha detto Abdoul – ma che frequentiamo la stazione perché è l’unico modo per andare a lavorare. Se ci fate caso, gli stranieri che delinquono a San Romano sono gli stessi da 10 anni».
Parole accolte con un applauso nel consiglio comunale aperto di venerdì a Montopoli, a distanza di una settimana dall’infuocata Consulta a Torre Giulia. Toni più pacati stavolta, con i sanromanesi arrivati in massa e con le idee molte chiare sulle tante cose che non vanno in quella parte di frazione: «Perché il degrado non riguarda solo la stazione e le aree limitrofe – ha detto Cinzia Carli – ma si estende a tutta via Cavour».
La stessa strada dove vive Barbara Francalanci, convinta della necessità di mettere mano alla segnaletica, alla sorveglianza e perché no, anche di ipotizzare il trasferimento di alcuni uffici comunali nella stazione stessa. A mettere d’accordo tutti, però, è la richiesta di una maggiore attenzione da parte delle Ferrovie, attraverso un’amministrazione che, a detta di molti, dovrebbe farsi sentire di più, soprattutto sul problema dei pannelli fonoassorbenti annunciati dal 2002 e mai realizzati. «Rfi interloquisce con tutti, ma gli interventi che poi vanno avanti sono quelli sollecitati dai sindaci e dalla Regione», ha detto il capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli, rivelando di aver incontrato a marzo i vertici regionali di Ferrovie per parlare della stazione di San Romano.
«Nel 2012 – ha proseguito – la tratta è risultata tra quelle che hanno più di 30mila convogli l’anno e pertanto ammissibile di intervento. Quindi Ferrovie i soldi per mitigare il rumore ce li ha messi, ma poi vanno avanti i progetti di chi si fa vedere di più».
Per tutta risposta, il sindaco Giovanni Capecchi ha annunciato che «entro la settimana potrebbe arrivare il via libera delle Ferrovie per il comodato d’uso della stazione e dello scalo merci. Perché noi, con Ferrovie – ha replicato – abbiamo rapporti costanti».
Secondo Luca Potì dei Cinque Stelle, invece, è proprio grazie alla mobilitazione degli ultimi giorni se la questione stazione ha avuto un’accelerata. «Perché la partecipazione serve – ha detto – anche se l’amministrazione non ha ancora spiegato cosa intende fare per il problema sicurezza e quale modello di integrazione intende adottare».
L’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Varallo, ha ricordato che la ciclopista dell’Arno «porterà a San Romano un bike sharing, un info point e la riqualificazione del sottopasso. A ogni modo, le cose che Rfi ha detto a Carli sono le stesse che dice anche a noi dal 2002: il progetto contro il rumore è pronto, ma è tutto fermo a Roma in attesa di finanziamenti».
Giacomo Pelfer
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