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Tinaia, il Comune pensa all’ordinanza di chiusura

Migranti alla Tinaia (foto d’archivio)
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Migranti alla Tinaia (foto d’archivio)

Cascina: può essere vicina a una svolta la vicenda del centro di accoglienza dei migranti. La prefettura ha chiesto una serie di documenti al gestore della struttura

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CASCINA. Il Comune di Cascina torna a chiedere il rispetto della normativa per La Tinaia, struttura sovraffollata di migranti che nell'arco di poco più di un anno sono passati dai 30 (limite del centro accoglienza) agli attuali 72 e in qualche periodo sono stati anche 90.

Il sopralluogo dell'Asl e dei vigili del fuoco del resto ha scritto nero su bianco quello che il Comune diceva da un anno senza essere preso in considerazione. All'improvviso però gli abusi edilizi contestati dal Comune con un'ordinanza che la proprietà della Tinaia ha impugnato davanti al Tar della Toscana sono tornati di attualità. E il braccio di ferro tra Comune e Prefettura a questo punto si combatte al suon di lettere e richieste.

Dopo i verbali di Usl e Vigili del fuoco la prefettura si è affrettata a chiedere a Cesare Merciai, responsabile della società di gestione Oltreilmare, i documenti che l'Asl chiede e che avrebbero già dovuto essere presentati da tempo. Si parte dalle planimetrie dell'edificio che è stato trasformato (il Comune sostiene che ciò è stato fatto senza i necessari permessi), i certificati di conformità degli impianti elettrici, la relazione delle modifiche gestionali, che riguardano in particolare la trasformazione del refettorio in dormitorio. Si poteva ritenere che questa documentazione fosse già in possesso delle varie istituzioni visto la società Oltre il mare si è vista rinnovare la convenzione sull'accoglienza finanziata con soldi pubblici.

Di pari passo anche il Comune sta chiedendo alla prefettura di avere copia della documentazione chiesta a Merciai. Insomma, si è arrivati a dover tirare le somme di una vicenda che, al di là delle polemiche politiche, ha sempre richiamato le attenzioni di chi ritiene che l'accoglienza non possa essere gestita da privati o comunque con l'attuale sistema.

Se un privato vince una gara il minimo che gli si possa chiedere è che sia in regola con tutte le autorizzazioni e che gli edifici scelti per i migranti vengano puliti e tenuti in condizioni igieniche adeguate.Nei prossimi giorni il Comune potrà capire come stanno le cose. Anche se a questo punto non è escluso che la sindaca stessa dopo avere chiesto di ridurre il numero dei migranti rispolveri l'idea dell'ordinanza di chiusura.

 

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