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Pontedera

Travolto e ucciso, l’autista mentì sul diabete

Travolto e ucciso, l’autista mentì sul diabete

A processo l’uomo che investì Fratello a causa di un coma glicemico: disse di non aver mai avuto crisi

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PONTEDERA. Stefano Rosselli sapeva che le sue condizioni di salute non gli avrebbero potuto garantire di guidare in sicurezza. E soprattutto ha mentito sulla sua patologia, negando di fronte alla commissione medico legale di aver mai avuto incidenti e di essere stato ricoverato per crisi ipoglicemiche prima di quella che nell’ottobre del 2014 gli fece perdere i sensi alla guida della sua auto finendo per travolgere e uccidere Maurizio Fratello, 35 anni, parrucchiere pontederese.

Per questo ieri la pm Flavia Alemi ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio del 48enne di Santa Maria a Monte. Rosselli infatti fu coinvolto in un incidente due anni prima di investire Fratello e soprattutto nello stesso anno finì al pronto soccorso per un picco glicemico simile a quello che tre anni fa in via della Repubblica lo mandò in coma diabetico mentre era al volante.

Due elementi che sembrano aver convinto il gip Pietro Murano a decidere per il processo e non per l’archiviazione. Rosselli così dovrà rispondere di omicidio colposo. Un capovolgimento di fronte e di linea anche per la stessa procura.

L’accusa infatti in un primo momento aveva chiesto l’archiviazione, convinta che l’uomo alla guida dell’auto “impazzita” non potesse avere responsabilità proprio in virtù di un malore imprevedibile. Secondo l’accusa invece non può essere invocata l’imprevedibilità.

Nessun patteggiamento o rito abbreviato però. Rosselli, difeso dall’avvocato Andrea Boldrini, è convinto di potersi difendere e dimostrare che quello in via della Repubblica è stata soltanto un terribile scherzo del destino.

Per questo ha optato per il rito ordinario, con la prima udienza fissata a fine aprile. L’incidente del 2012 a cui si riferisce la Procura, è la tesi della difesa, è legato ad un piccolo sinistro avvenuto ad una rotatoria e di lieve entità, e in comunque slegato dagli effetti della patologia. E dopo la crisi ipoglicemica che nel 2012 lo costrinse ad un ricovero al Lotti, comunque, Rosselli si era sottoposto ad un intervento per l’impianto di un cip defibrillatore e a una terapia che gli aveva consentito di non dover più soffrire di crisi diabetiche.

Dunque il coma che gli fece travolgere Fratello proprio mentre stava cambiando il disco orario alla sua Polo non poteva prevederlo. Rosselli era andato in coma perdendo conoscenza e la sua macchina si era schiantata contro alcune vetture in sosta lungo la strada e qui aveva travolto il parrucchiere, che in quel momento era uscito dal negozio "Gibellina" dove lavorava.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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