Proteste
Sinistra per Cascina
«Quel documento copia e incolla sui rifiuti»
CASCINA. La settimana prossima l’amministrazione comunale di Cascina presenterà il progetto di modifica del servizio di raccolta dei rifiuti, volto a ridurne il costo e migliorare il decoro urbano.«Ap...
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CASCINA. La settimana prossima l’amministrazione comunale di Cascina presenterà il progetto di modifica del servizio di raccolta dei rifiuti, volto a ridurne il costo e migliorare il decoro urbano.
«Aprendo il documento progettuale, disponibile sul sito del Comune, apprendiamo con piacevole sorpresa che a Cascina arriverà la raccolta “porta a porta”. Oltre metà delle 30 pagine descrivono il funzionamento ed i vantaggi del nuovo modello, una vera rivoluzione che potrebbe portare a livelli di raccolta differenziata addirittura del 70-80%, come confermano anche i dati del bacino del Garda, territorio notoriamente molto simile a quello Cascinese», osserva con ironia Sinistra per Cascina.
«Secondo l’amministrazione cascinese nell’attuale sistema di raccolta “non esiste di fatto alcun controllo sui conferimenti di ogni singola utenza domestica” e “tutto è lasciato al senso civico e alla buona volontà degli utenti”; con il nuovo metodo tutto cambierà rapidamente: entro il primo mese è prevista l’eliminazione totale dei cassonetti, il conseguimento dell’80% di raccolta differenziata, ed una riduzione del 10% dei rifiuti prodotti. Inoltre, il documento prevede “l’approvazione di stralcio di Piano metropolitano d’Ambito” (quale Area Metropolitana?) entro il 2016. E poi la realizzazione di centri di raccolta comunali e/o sovracomunali, essenziali per una corretta gestione dei rifiuti».
Il documento è vittima del più classico dei copia e incolla eseguito a caso. «In prima battuta, ad un cittadino cascinese minimamente informato sull’argomento viene il dubbio di aver vissuto un’allucinazione lunga anni (ma come? I cassonetti? Il porta a porta? I centri di raccolta?). In realtà, visti gli interventi di copia e incolla, probabilmente da progetti scritti in anni passati per altri Comuni, ed i grossolani errori di rappresentazione della situazione attuale del nostro territorio (dove l’80% di raccolta differenziata è stato sfiorato già nel 2015, salvo poi perdere 8 punti percentuali nel successivo anno e mezzo, in coincidenza con l’insediamento dell’amministrazione a guida leghista), il dubbio più fondato è se i progettisti, incaricati dall’attuale giunta, a Cascina abbiano mai messo piede. L’obiettivo è condivisibile: ridurre la produzione di rifiuti, in particolare dell’indifferenziato, e al contempo aumentarne la qualità (il fatto di dover utilizzare sacchi prepagati dovrebbe spingere l’utente a ridurre tale frazione con una maggiore differenziazione). Il punto è che non è dato capire come tali obiettivi verranno perseguiti».
«Aprendo il documento progettuale, disponibile sul sito del Comune, apprendiamo con piacevole sorpresa che a Cascina arriverà la raccolta “porta a porta”. Oltre metà delle 30 pagine descrivono il funzionamento ed i vantaggi del nuovo modello, una vera rivoluzione che potrebbe portare a livelli di raccolta differenziata addirittura del 70-80%, come confermano anche i dati del bacino del Garda, territorio notoriamente molto simile a quello Cascinese», osserva con ironia Sinistra per Cascina.
«Secondo l’amministrazione cascinese nell’attuale sistema di raccolta “non esiste di fatto alcun controllo sui conferimenti di ogni singola utenza domestica” e “tutto è lasciato al senso civico e alla buona volontà degli utenti”; con il nuovo metodo tutto cambierà rapidamente: entro il primo mese è prevista l’eliminazione totale dei cassonetti, il conseguimento dell’80% di raccolta differenziata, ed una riduzione del 10% dei rifiuti prodotti. Inoltre, il documento prevede “l’approvazione di stralcio di Piano metropolitano d’Ambito” (quale Area Metropolitana?) entro il 2016. E poi la realizzazione di centri di raccolta comunali e/o sovracomunali, essenziali per una corretta gestione dei rifiuti».
Il documento è vittima del più classico dei copia e incolla eseguito a caso. «In prima battuta, ad un cittadino cascinese minimamente informato sull’argomento viene il dubbio di aver vissuto un’allucinazione lunga anni (ma come? I cassonetti? Il porta a porta? I centri di raccolta?). In realtà, visti gli interventi di copia e incolla, probabilmente da progetti scritti in anni passati per altri Comuni, ed i grossolani errori di rappresentazione della situazione attuale del nostro territorio (dove l’80% di raccolta differenziata è stato sfiorato già nel 2015, salvo poi perdere 8 punti percentuali nel successivo anno e mezzo, in coincidenza con l’insediamento dell’amministrazione a guida leghista), il dubbio più fondato è se i progettisti, incaricati dall’attuale giunta, a Cascina abbiano mai messo piede. L’obiettivo è condivisibile: ridurre la produzione di rifiuti, in particolare dell’indifferenziato, e al contempo aumentarne la qualità (il fatto di dover utilizzare sacchi prepagati dovrebbe spingere l’utente a ridurre tale frazione con una maggiore differenziazione). Il punto è che non è dato capire come tali obiettivi verranno perseguiti».
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