La manifestazione
dopo il salvataggio da parte di Crédit Agricole
«Parlare di Carismi nei Comuni»
Articolo 1 chiede una strategia a salvaguardia di lavoratori e clienti
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SAN MINIATO. Articolo 1 Mdp chiede che la situazione di Carismi (la banca è passata sotto Crédit Agricole) venga discussa «in tutti i consigli comunali, e che i Comuni si muovano unitariamente su alcuni obiettivi: garanzia della piena operatività della banca rispetto a tutti rapporti in essere verso i risparmiatori, le famiglie e le imprese; salvaguardia dei livelli occupazionali di un personale dipendente molto qualificato e detentore di alti livelli di conoscenza non solo tecnica ma anche economica e sociale del bacino di utenza di Carismi e in particolare del Distretto conciario-calzaturiero toscano: non dovranno esserci ulteriori perdite occupazionali dopo quelle determinate dall'accordo sindacale sui 147 esuberi; salvaguardia della presenza e del ruolo della Fondazione, e discussione e confronto con le istituzioni e le rappresentanze economiche sociali e politiche sul suo futuro; mantenimento dell’identità e del legame col territorio di Carismi; mantenimento almeno di una parte del “cervello strategico” della banca a San Miniato; presenza in una rinnovata governance della banca di una rappresentanza espressa o indicata dal territorio per garantire continuità di conoscenze, di rapporti e di strategie locali; un piano industriale chiaro da rendere pubblico e valutabile».
Secondo Articolo 1 Mdp, è «davvero preoccupante che dal dibattito politico e istituzionale della nostra zona sia assente il tema della situazione e delle prospettive della Cassa di Risparmio di San Miniato. Anche dopo che si è arrivati a una soluzione attraverso l’acquisto della banca da parte del Crédit Agricole, rimangono incognite che pesano sul futuro delle imprese e delle famiglie del Valdarno Inferiore: quale sarà l’entità dei tagli al personale? Il prevedibile ridimensionamento delle filiali, con conseguente riduzione dei livello dei servizi resi sul territorio di che entità sarà?»
«È evidente - prosegue Articolo 1 Mdp - che le responsabilità di amministratori e dirigenti che hanno portato, in questi anni di crisi, alla situazione che ha reso necessario l’intervento di salvataggio dovranno essere appurate fino in fondo. Lo richiedono le più elementari esigenze di trasparenza di fronte a una situazione che ha determinato e determinerà comunque perdite significative per famiglie, imprese e l’intero sistema economico comprensoriale. Sul piano politico non si può non ricordare che anche il peso, certo non determinante, che le rappresentanze delle istituzioni locali avrebbero potuto esercitare se si fossero mosse con compattezza e coerenza su un indirizzo unitario di salvaguardia degli interessi generali del territorio e di garanzia di un corretto rapporto con i sistemi d’impresa, non ha potuto esprimersi perché c’è sempre stato chi ha privilegiato la ricerca di interlocuzioni dirette e personali a favore di propri progetti e programmi».
Secondo Articolo 1 Mdp, è «davvero preoccupante che dal dibattito politico e istituzionale della nostra zona sia assente il tema della situazione e delle prospettive della Cassa di Risparmio di San Miniato. Anche dopo che si è arrivati a una soluzione attraverso l’acquisto della banca da parte del Crédit Agricole, rimangono incognite che pesano sul futuro delle imprese e delle famiglie del Valdarno Inferiore: quale sarà l’entità dei tagli al personale? Il prevedibile ridimensionamento delle filiali, con conseguente riduzione dei livello dei servizi resi sul territorio di che entità sarà?»
«È evidente - prosegue Articolo 1 Mdp - che le responsabilità di amministratori e dirigenti che hanno portato, in questi anni di crisi, alla situazione che ha reso necessario l’intervento di salvataggio dovranno essere appurate fino in fondo. Lo richiedono le più elementari esigenze di trasparenza di fronte a una situazione che ha determinato e determinerà comunque perdite significative per famiglie, imprese e l’intero sistema economico comprensoriale. Sul piano politico non si può non ricordare che anche il peso, certo non determinante, che le rappresentanze delle istituzioni locali avrebbero potuto esercitare se si fossero mosse con compattezza e coerenza su un indirizzo unitario di salvaguardia degli interessi generali del territorio e di garanzia di un corretto rapporto con i sistemi d’impresa, non ha potuto esprimersi perché c’è sempre stato chi ha privilegiato la ricerca di interlocuzioni dirette e personali a favore di propri progetti e programmi».
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