Italia
Lavia inaugura la stagione alla Città del Teatro
CASCINAStasera prende ufficialmente il via la stagione di prosa 2017/2018 alla Città del Teatro di Cascina con uno spettacolo che si annuncia come molto interessante e che non mancherà di richiamare...
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CASCINA
Stasera prende ufficialmente il via la stagione di prosa 2017/2018 alla Città del Teatro di Cascina con uno spettacolo che si annuncia come molto interessante e che non mancherà di richiamare gli appassionati del grande poeta: "Gabriele Lavia dice Leopardi". "Dice" perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico le più intense liriche leopardiane, da A Silvia a Passero solitario, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia a La sera del dì di festa.. Leopardi soggiornò a Pisa nove mesi fra il 1827 e il 1828, dove sembrò rinascere e ritrovare un equilibrio che lo portò a stemperare di nuovo nella dolcezza dell’intuizione poetica il disincanto e l’amarezza delle Operette morali. L’attore e regista milanese vuole rendere omaggio al poeta, al suo soggiorno pisano, a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della sua esistenza che si tramutò in esaltante creatività artistica.
Per informazioni è possibile rivolgersi alla biglietteria@lacittadelteatro, telefono 345 8212494
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Stasera prende ufficialmente il via la stagione di prosa 2017/2018 alla Città del Teatro di Cascina con uno spettacolo che si annuncia come molto interessante e che non mancherà di richiamare gli appassionati del grande poeta: "Gabriele Lavia dice Leopardi". "Dice" perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico le più intense liriche leopardiane, da A Silvia a Passero solitario, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia a La sera del dì di festa.. Leopardi soggiornò a Pisa nove mesi fra il 1827 e il 1828, dove sembrò rinascere e ritrovare un equilibrio che lo portò a stemperare di nuovo nella dolcezza dell’intuizione poetica il disincanto e l’amarezza delle Operette morali. L’attore e regista milanese vuole rendere omaggio al poeta, al suo soggiorno pisano, a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della sua esistenza che si tramutò in esaltante creatività artistica.
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