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I rioni dissidenti: «Le contrade devono poter contare di più»

CASTELFRANCO. «Nessuna sfiducia nei confronti delle persone, ma verso un tipo di organizzazione che non va più bene. Perché è evidente a tutti come negli ultimi anni, anziché migliorare, il Palio...

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CASTELFRANCO. «Nessuna sfiducia nei confronti delle persone, ma verso un tipo di organizzazione che non va più bene. Perché è evidente a tutti come negli ultimi anni, anziché migliorare, il Palio stia andando in decadimento». Tengono il punto le contrade di San Bartolomeo e San Michele, precisando i motivi della frattura aperta con il Comitato e avanzando la propria ricetta per il futuro.

«La scelta che abbiamo preso – dicono i presidenti Silvia Valori e Giovanni Papa – nasce da una serie di episodi e considerazioni, a cominciare dalla scelta di spostare la data del Palio senza neppure sentire le contrade. All’origine c’è la mancanza di voce in capitolo nelle decisioni del Comitato, perché si tratta di un’organizzazione terza che prescinde dalle contrade. Dobbiamo riportare il potere nella mani di chi il Palio lo fa davvero. Come abbiamo spiegato anche al sindaco, il nostro obiettivo è migliorare la manifestazione, ma per farlo c’è bisogno di una struttura in cui le contrade contino di più e tutte allo stesso modo».

I due rioni “dissidenti” hanno indetto due assemblee, nelle rispettive sedi, per spiegare ai castelfranchesi la propria posizione: in San Michele lunedì 23 e in San Bartolomeo mercoledì 25, entrambe alle 21, 30. (g. p.)



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