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Pontedera

Cassa d’espansione contro il rischio piene

Cassa d’espansione contro il rischio piene

Sette milioni per proteggere Pontedera e Ponsacco

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PONTEDERA. Ormai mancano solo gli ultimi dettagli. Poche settimane di lavoro per mettere a punto il progetto esecutivo e aprire il bando di gara entro i primi mesi del 2018. Sul tavolo ci sono quasi 7 milioni di euro, necessari per dar vita alla terza e più grande cassa d’espansione dell’Era, quella pensata per mettere al riparo abitazioni e aziende di Pontedera dalle piene del fiume. Un progetto annunciato già da alcuni anni, inserito all’interno di un programma di interventi per la messa in sicurezza del corso d’acqua. Programma che ha già visto la realizzazione di due primi invasi a Peccioli e in Alta Valdera, prima di restare impantanato per un paio d’anni (come successo in molti altri casi) a causa del passaggio di competenze tra Provincia e Regione. Adesso, dopo una fase di rallentamento, i tecnici del Genio Civile sono pronti per chiudere il progetto esecutivo.

«Alla fine è servito un po’ più tempo del previsto per il passaggio di competenze alla Regione», spiega il consigliere regionale ed ex presidente della Provincia Andrea Pieroni che, pochi giorni fa, ha fatto il punto con gli uffici per fotografare lo stato della situazione. «In questi anni in realtà il percorso non si è mai fermato – aggiunge Pieroni -: lo dimostra la stesura del progetto preliminare con cui è stato possibile richiedere e ottenere i finanziamenti necessari».

La nuova cassa d’espansione sorgerà quindi pochi chilometri a monte di Pontedera, per l’esattezza lungo la sponda destra del fiume alle spalle degli abitati di Romito e Val di Cava. Il nuovo invaso, con una capacità di 1 milione e 200mila metri cubi d’acqua, occuperà un’area rurale a cavallo dei Comuni di Pontedera e Ponsacco, con l’obiettivo di mettere al sicuro una zona dove risiedono circa 50mila persone. Il tutto per un importo di 6 milioni e 680mila euro di investimento, di cui 4 milioni e 680mila coperti con fondi statali nell’ambito del programma “Italia Sicura”, al quale la Regione Toscana ha aggiunto gli altri 2 milioni necessari.

Dopo la chiusura del progetto definitivo, l’obiettivo è quello di mettere a gara il maxi progetto entro la fine del 2017, con il proposito di far partire il cantiere già per l’estate del 2018. «Chiaramente – spiega Pieroni – trattandosi di una gara d’importo consistente e suscettibile di eventuali ricorsi, la procedura richiederà alcuni mesi di tempo».

Ad ogni modo, se non ci saranno intoppi, la cassa d’espansione potrebbe entrare in funzione già nel 2019. L’obiettivo, ovviamente, è quello di alleggerire le piene dell’Era in caso di piogge prolungate e di violenti acquazzoni. Un problema ormai sempre più frequente, capace di gonfiare il corso del fiume in pochissimi minuti, come dimostrato anche dai fatti degli ultimi anni.

«Lungo il corso dell’Era – ricorda il consigliere Pieroni - la Provincia di Pisa aveva già realizzato negli scorsi anni due casse d’espansione nel tratto a monte, nell’ambito di un programma di interventi concordato per la messa in sicurezza del fiume. Adesso, la cassa d’espansione nei pressi di Romito e Val di Cava è la più importante e delicata, perché siamo a ridosso degli abitati in una zona fortemente antropizzata. Dopo una fase di rallentamento il progetto è stato in parte rivisitato dai tecnici del Genio Civile. Adesso siamo alla fase finale».

Giacomo Pelfer

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