Lutto
Pontedera invasa dai volontari a fianco degli operai Tmm
Ieri è andato in scena il corteo di solidarietà del volontariato che ha fatto tappa nei punti più significativi della città
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PONTEDERA.
Quando si percepisce da lontano il suono di un’ambulanza il primo istinto è quello di chiedersi cosa stia succedendo. E anche ieri pomeriggio – a Pontedera – è successo lo stesso.
Quando al piazzone sono passate 20 fra ambulanze e mezzi di soccorso, i passanti non sapevano cosa stesse accadendo. Qualcuno temeva che si fosse verificato un grave incidente, ma per fortuna quel corteo di mezzi di soccorso nasceva con ben altro scopo: offrire la solidarietà delle associazioni di volontariato agli operai della Tmm, in lotta per il proprio posto di lavoro da 74 giorni.
I mezzi si sono radunati allo stadio Mannucci, poi sono passati davanti all’ospedale, piazzone, Comune, Piaggio (con un doppio giro) e infine al presidio di viale Africa, dove c’è la sede dell’azienda dell’indotto Piaggio. In alcuni punti, quelli più significativi, le ambulanze hanno acceso le sirene, creando un frastuono notevole.
Questo allo scopo di far sentire a tutta la città della Vespa che queste associazioni – per quanto possibile – sono a fianco degli operai che rischiano seriamente di essere licenziati e non di tornare più in quella che ogni giorno chiamano “La nostra fabbrica”.
La solidarietà è giunta grazie ai mezzi che venivano dalla Valdera e non solo: Pontedera, Ponsacco, Ponteginori, Palaia, Pisa, Sasso Pisano, Montecerboli, Calcinaia, Montecastelli Pisano, Fornacette, in grande di Anpas, che è poi quell’associazione che ha promosso la manifestazione di solidarietà andata in scena ieri.
Difficilmente, salvo emergenze veramente estese, si possono vedere così tanti mezzi di soccorso nello stesso posto ed è anche per questo che qualcuno – non sapendo del corteo di solidarietà – si è allarmato, capendo poco che invece non era successo niente di grave.
Sulle ambulanze sono stati affissi col nastro adesivo cartelli che recitavano: “Togliete le catene e lavoriamo tutti”, oppure “Il lavoro per i sogni nostri e dei nostri figli”.
Quando i volontari sono arrivati alla Tmm sono stati lungamente applauditi e poi ricevuti all’interno del presidio, che per tanti operai è diventata una seconda casa, anzi quasi una prima casa, visto che il presidio è vissuto 24 ore al giorno.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione di affetto e di solidarietà ricevuta da questi 83 operai, che vivono ogni giornata con la spada di Damocle sulla testa del rischio di perdere il lavoro. La solidarietà non basterà a salvare i posti di lavoro ma sicuramente avrà scaldato il cuore a molti.
Marco Sabia
Quando si percepisce da lontano il suono di un’ambulanza il primo istinto è quello di chiedersi cosa stia succedendo. E anche ieri pomeriggio – a Pontedera – è successo lo stesso.
Quando al piazzone sono passate 20 fra ambulanze e mezzi di soccorso, i passanti non sapevano cosa stesse accadendo. Qualcuno temeva che si fosse verificato un grave incidente, ma per fortuna quel corteo di mezzi di soccorso nasceva con ben altro scopo: offrire la solidarietà delle associazioni di volontariato agli operai della Tmm, in lotta per il proprio posto di lavoro da 74 giorni.
I mezzi si sono radunati allo stadio Mannucci, poi sono passati davanti all’ospedale, piazzone, Comune, Piaggio (con un doppio giro) e infine al presidio di viale Africa, dove c’è la sede dell’azienda dell’indotto Piaggio. In alcuni punti, quelli più significativi, le ambulanze hanno acceso le sirene, creando un frastuono notevole.
Questo allo scopo di far sentire a tutta la città della Vespa che queste associazioni – per quanto possibile – sono a fianco degli operai che rischiano seriamente di essere licenziati e non di tornare più in quella che ogni giorno chiamano “La nostra fabbrica”.
La solidarietà è giunta grazie ai mezzi che venivano dalla Valdera e non solo: Pontedera, Ponsacco, Ponteginori, Palaia, Pisa, Sasso Pisano, Montecerboli, Calcinaia, Montecastelli Pisano, Fornacette, in grande di Anpas, che è poi quell’associazione che ha promosso la manifestazione di solidarietà andata in scena ieri.
Difficilmente, salvo emergenze veramente estese, si possono vedere così tanti mezzi di soccorso nello stesso posto ed è anche per questo che qualcuno – non sapendo del corteo di solidarietà – si è allarmato, capendo poco che invece non era successo niente di grave.
Sulle ambulanze sono stati affissi col nastro adesivo cartelli che recitavano: “Togliete le catene e lavoriamo tutti”, oppure “Il lavoro per i sogni nostri e dei nostri figli”.
Quando i volontari sono arrivati alla Tmm sono stati lungamente applauditi e poi ricevuti all’interno del presidio, che per tanti operai è diventata una seconda casa, anzi quasi una prima casa, visto che il presidio è vissuto 24 ore al giorno.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione di affetto e di solidarietà ricevuta da questi 83 operai, che vivono ogni giornata con la spada di Damocle sulla testa del rischio di perdere il lavoro. La solidarietà non basterà a salvare i posti di lavoro ma sicuramente avrà scaldato il cuore a molti.
Marco Sabia
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