Il dolore
Direttore di banca ferito da un bandito
È stato colpito alla gola con un trincetto. Il racconto dell’uomo: «Mi sono salvato tirandomi indietro»
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PISA. Non lo sapevano o forse era la prima volta che rapinavano una banca. Uno degli accorgimenti utilizzati dalle banche come deterrente alle rapine sono le aperture a tempo delle casse. Quando ieri mattina due banditi si sono presentati nella filiale di Ospedaletto del Monte dei Paschi, sicuri di poter svuotare i forzieri in un amen hanno puntato un trincetto al collo del direttore per mettergli fretta. Solo che prima di poter aprire le casse passa del tempo. E che non dipende dal personale dell’istituto di credito accelerare le procedure. Un’attesa che ha spazientito i banditi, con accento meridionale, uno dei quali ha tirato un fendente alla gola del bancario procurandogli una ferita di una decina di centimetri. Superficiale, ma sufficiente a imbrattargli la maglietta di sangue. Un gesto di stizza, frutto di un nervosismo che è sintomo di impreparazione. Un rischio soprattutto per i rapinati quando si ritrovano davanti gente improvvisata. Il colpo, da poche centinaia di euro, è avvenuto intorno alle 10,30 a ridosso della rotonda che sterza il traffico tra via Gronchi e via Scornigiana. I banditi sono arrivati a bordo di un’utilitaria grigia parcheggiata poco distante. Si sono avvicinati alla filiale cercando di ripararsi il viso. Quando sono entrati nell’anticamera dell’istituto si sono camuffati il volto presentandosi nei locali impugnando un trincetto, un’arma che i metal detector non rilevano.
«È una rapina, fermi tutti» è stata la più ovvia delle esclamazioni per far capire il motivo della loro presenza. Hanno cercato il responsabile della filiale e gli hanno detto di aprire le casse. Ordini impartiti sotto la minaccia di un taglierino. Fino a quello scatto d’ira che poteva virare in tragedia se il bancario non avesse avuto la prontezza di spostarsi al momento giusto. Gianmarco Cecconi, di Cascina, soccorso dal personale della Croce Rossa, è stato portato al pronto soccorso. Lo hanno medicato e dimesso con un referto di 5 giorni.
«È andata bene – commenta – Ripensando a quello che ho rischiato. Il taglio non è profondo. Meno male ho avuto l’istinto di tirarmi indietro. La cassa non si apriva e il bandito diciamo che si è spazientito. Mi è venuto addosso, minacciandomi. E a un certo punto mi ha tirato il fendente, sono riuscito ad evitarlo per un soffio. Ho quasi 10 cm di taglio proprio all’altezza del pomo d’Adamo. Quando mi minacciava non lo guardavo in faccia. Fissavo il taglierino. Non ho preso in pieno la lama ed è stata la mia fortuna. Si è reso conto anche lui della gravità del gesto, si è calmato e sono scappati».
Pietro Barghigiani
«È una rapina, fermi tutti» è stata la più ovvia delle esclamazioni per far capire il motivo della loro presenza. Hanno cercato il responsabile della filiale e gli hanno detto di aprire le casse. Ordini impartiti sotto la minaccia di un taglierino. Fino a quello scatto d’ira che poteva virare in tragedia se il bancario non avesse avuto la prontezza di spostarsi al momento giusto. Gianmarco Cecconi, di Cascina, soccorso dal personale della Croce Rossa, è stato portato al pronto soccorso. Lo hanno medicato e dimesso con un referto di 5 giorni.
«È andata bene – commenta – Ripensando a quello che ho rischiato. Il taglio non è profondo. Meno male ho avuto l’istinto di tirarmi indietro. La cassa non si apriva e il bandito diciamo che si è spazientito. Mi è venuto addosso, minacciandomi. E a un certo punto mi ha tirato il fendente, sono riuscito ad evitarlo per un soffio. Ho quasi 10 cm di taglio proprio all’altezza del pomo d’Adamo. Quando mi minacciava non lo guardavo in faccia. Fissavo il taglierino. Non ho preso in pieno la lama ed è stata la mia fortuna. Si è reso conto anche lui della gravità del gesto, si è calmato e sono scappati».
Pietro Barghigiani
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