Sicurezza
al Penny market
Rapinatore con il trincetto «Ho bisogno di denaro»
BIENTINA. È entrato come un normale cliente, senza tanti travisamenti. Ho comprato una bevanda fresca e quando è arrivato alla cassa – erano circa le 13, 30 – ha tirato fuori un trincetto con cui ha...
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BIENTINA. È entrato come un normale cliente, senza tanti travisamenti. Ho comprato una bevanda fresca e quando è arrivato alla cassa – erano circa le 13, 30 – ha tirato fuori un trincetto con cui ha minacciato il cassiere del supermercato, un giovane di 25 anni, residente a Marlia in provincia di Lucca.
«Ho bisogno di soldi», gli ha detto il rapinatore solitario che non è stato nemmeno troppo attento a cercare di nascondersi con cappellini, sciarpe e occhiali. Era vestito di scuro, carnagione olivastra, era italiano, secondo la prima impressione del cassiere che è stato sentito a lungo dai carabinieri di San Giovanni alla Vena, i quali sono intervenuti nel discount che si trova all’angolo dell’incrocio con la Sarzanese Valdera e la strada che porta alla Bientinese. A quel punto, dopo avere visto il trincetto, il cassiere ha aperto la cassa e il rapinatore, stando a quanto è stato spiegato, ha sfilato circa 580 euro che erano nel registratore di cassa ed è uscito.
L’impiegato di Penny ha spiegato di averlo visto allontanarsi a piedi, ma non è chiaro se nelle vicinanze il bandito avesse un complice ad attenderlo o se effettivamente abbia fatto tutto da solo. Certo, da quanto è stato ricostruito, non era un professionista del crimine e la rapina sembra più il gesto di una persona disperata.
I carabinieri hanno effettuato i primi rilievi nell’area della cassa e cominciato le indagini. Si cerca di capire se ci sono telecamere nella zona. Non è escluso che il bandito solitario possa essere stato ripreso dall’impianto di videosorveglianza di qualche azienda o abitazione.
Il Penny in località Guerrazzi, al confine tra Bientina e Vicopisano, non dispone di telecamere e, al momento della rapina, non c’erano clienti.
Ma qualche indizio per far decollare le indagini potrebbe sempre spuntare. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ho bisogno di soldi», gli ha detto il rapinatore solitario che non è stato nemmeno troppo attento a cercare di nascondersi con cappellini, sciarpe e occhiali. Era vestito di scuro, carnagione olivastra, era italiano, secondo la prima impressione del cassiere che è stato sentito a lungo dai carabinieri di San Giovanni alla Vena, i quali sono intervenuti nel discount che si trova all’angolo dell’incrocio con la Sarzanese Valdera e la strada che porta alla Bientinese. A quel punto, dopo avere visto il trincetto, il cassiere ha aperto la cassa e il rapinatore, stando a quanto è stato spiegato, ha sfilato circa 580 euro che erano nel registratore di cassa ed è uscito.
L’impiegato di Penny ha spiegato di averlo visto allontanarsi a piedi, ma non è chiaro se nelle vicinanze il bandito avesse un complice ad attenderlo o se effettivamente abbia fatto tutto da solo. Certo, da quanto è stato ricostruito, non era un professionista del crimine e la rapina sembra più il gesto di una persona disperata.
I carabinieri hanno effettuato i primi rilievi nell’area della cassa e cominciato le indagini. Si cerca di capire se ci sono telecamere nella zona. Non è escluso che il bandito solitario possa essere stato ripreso dall’impianto di videosorveglianza di qualche azienda o abitazione.
Il Penny in località Guerrazzi, al confine tra Bientina e Vicopisano, non dispone di telecamere e, al momento della rapina, non c’erano clienti.
Ma qualche indizio per far decollare le indagini potrebbe sempre spuntare. (s. c.)
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