Italia
Tutti in fila a prendere i figli dopo le lezioni
di Sabrina Chiellini
Rabbia tra i genitori per la circolare sulla “consegna” dei minori
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FORNACETTE. C’è chi definisce la circolare ministeriale una “pagliacciata”, chi invoca i tornelli come allo stadio, vista la ressa. E chi se la prende con la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Martin Luther King” di Calcinaia che, a differenza dei colleghi di Pontedera e della quasi totalità delle scuole della provincia, da un giorno all’altro ha cambiato le disposizioni sulla “consegna” dei minori di 14 anni alla fine delle lezioni. I genitori dei bambini che frequentano la scuola media “Quasimodo” a Fornacette sono sul piede di guerra. Non che la dirigente abbia inventato qualcosa di strano, non ha fatto altro che dare attuazione (ieri la disposizione è stata pubblicata anche sul sito della scuola) a quanto richiesto da una circolare ministeriale che regola l’uscita degli alunni dalla scuola secondaria. Ma la decisione, comunicata all’improvviso, ha creato il caos all’uscita di scuola e lo scompiglio nelle famiglie. Le reazioni sono tra l’ironico e l’arrabbiato. Così, allo scoccare del suono della campanella, i ragazzini escono scortati dai genitori che sono obbligati ad entrare nelle aule, “riconoscere” il figlio e firmare per l’avvenuta consegna.
«Liberooooo», grida con il sorriso sulle labbra uno studente di terza media che è stato appena prelevato dalla madre. «Il primo giorno con la nuova “legge” - polemizza Lisa Fiore di Cascina – era sufficiente entrare in classe e prendere il ragazzo. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci hanno fatto anche firmare...».
«La decisione della dirigente ci ha creato non pochi problemi – spiega Patrizia Orsini – è stata comunicata in maniera improvvisa, non abbiamo avuto neppure il tempo di organizzarci. Alle medie ci sono ragazzini che devono imparare ad organizzarsi, ad essere autonomi. La maggior parte dei genitori poi lavorano, è chiaramente un grave problema che in qualche modo deve essere risolto. Senza contare che si crea un problema di sicurezza nel cortile della scuola per la presenza degli scuolabus, di tanti genitori e bambini in contemporanea».
Il malumore è forte: i dirigenti scolastici dell’ambito 19 (Valdera, Valdarno inferiore e Valdicecina) stanno per assumere decisioni univoche a tutela del personale scolastico e dei minori. «Gli spazi e i servizi di questa scuola – aggiunge Lisa Fiore – non sono adeguati. Non ci sono parcheggi, all’uscita della scuola è sempre un problema. Ora se tutti i genitori devono venire a prendere i figli, ci sarà ancora più confusione. Non è facile per le famiglie conciliare le esigenze del lavoro con quelle della scuola. Chi ha due figli poi, magari uno è alle medie e l’altro alle elementari, si trova in grande difficoltà. E poi vogliamo parlare di come i genitori sono stati informati di questa novità? Infine, vorrei fare notare che la mattina lasciamo i nostri figli fuori dal cancello della scuola senza alcun controllo. All’uscita invece dobbiamo anche firmare per l’avvenuta consegna. Mi pare una bella incongruenza».
«All’inizio dell’anno scolastico abbiamo firmato le autorizzazioni per fare uscire i ragazzi da soli – dice Francesco Fanella – ora capovolgono le cose senza alcun rispetto per chi lavora. Mi sento solo di dire una frase: “Lasciateci in pace, abbiamo problemi più seri”. Ci voleva un po’ di buon senso e aspettare di capire quelle che saranno le decisioni a livello nazionale».
Sì, certo, il problema non riguarda solo Fornacette e Calcinaia. E anche al Nord ci sono dirigenti che hanno adottato la stessa linea della preside dell’istituto comprensivo di Calcinaia. Tra i genitori che arrivano di corsa c’è anche Ilaria Sicolo. Indossa ancora un camice bianco da lavoro e non nasconde le sue difficoltà nell’adeguarsi a questa nuova circolare. «Abbiamo un disagio forte, penso alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano...».
Tutto questo avviene mentre gli alunni che salgono sullo scuolabus vengono accompagnati dalle bidelle fino al bus giallo.
«Non abbiamo bisogno dello scuolabus – dice un’altra mamma – ma dovrò pagare una baby sitter se non cambia qualcosa in fretta».
ALTRO SERVIZIO A PAG. 7
«Liberooooo», grida con il sorriso sulle labbra uno studente di terza media che è stato appena prelevato dalla madre. «Il primo giorno con la nuova “legge” - polemizza Lisa Fiore di Cascina – era sufficiente entrare in classe e prendere il ragazzo. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ci hanno fatto anche firmare...».
«La decisione della dirigente ci ha creato non pochi problemi – spiega Patrizia Orsini – è stata comunicata in maniera improvvisa, non abbiamo avuto neppure il tempo di organizzarci. Alle medie ci sono ragazzini che devono imparare ad organizzarsi, ad essere autonomi. La maggior parte dei genitori poi lavorano, è chiaramente un grave problema che in qualche modo deve essere risolto. Senza contare che si crea un problema di sicurezza nel cortile della scuola per la presenza degli scuolabus, di tanti genitori e bambini in contemporanea».
Il malumore è forte: i dirigenti scolastici dell’ambito 19 (Valdera, Valdarno inferiore e Valdicecina) stanno per assumere decisioni univoche a tutela del personale scolastico e dei minori. «Gli spazi e i servizi di questa scuola – aggiunge Lisa Fiore – non sono adeguati. Non ci sono parcheggi, all’uscita della scuola è sempre un problema. Ora se tutti i genitori devono venire a prendere i figli, ci sarà ancora più confusione. Non è facile per le famiglie conciliare le esigenze del lavoro con quelle della scuola. Chi ha due figli poi, magari uno è alle medie e l’altro alle elementari, si trova in grande difficoltà. E poi vogliamo parlare di come i genitori sono stati informati di questa novità? Infine, vorrei fare notare che la mattina lasciamo i nostri figli fuori dal cancello della scuola senza alcun controllo. All’uscita invece dobbiamo anche firmare per l’avvenuta consegna. Mi pare una bella incongruenza».
«All’inizio dell’anno scolastico abbiamo firmato le autorizzazioni per fare uscire i ragazzi da soli – dice Francesco Fanella – ora capovolgono le cose senza alcun rispetto per chi lavora. Mi sento solo di dire una frase: “Lasciateci in pace, abbiamo problemi più seri”. Ci voleva un po’ di buon senso e aspettare di capire quelle che saranno le decisioni a livello nazionale».
Sì, certo, il problema non riguarda solo Fornacette e Calcinaia. E anche al Nord ci sono dirigenti che hanno adottato la stessa linea della preside dell’istituto comprensivo di Calcinaia. Tra i genitori che arrivano di corsa c’è anche Ilaria Sicolo. Indossa ancora un camice bianco da lavoro e non nasconde le sue difficoltà nell’adeguarsi a questa nuova circolare. «Abbiamo un disagio forte, penso alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano...».
Tutto questo avviene mentre gli alunni che salgono sullo scuolabus vengono accompagnati dalle bidelle fino al bus giallo.
«Non abbiamo bisogno dello scuolabus – dice un’altra mamma – ma dovrò pagare una baby sitter se non cambia qualcosa in fretta».
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