Lutto
Caccia al pianeta Haumea con gli astronomi pisani
L’associazione dell’osservatorio di Tavolaia ha dato un contributo decisivo alla ricerca del pianeta nano rispondendo alla richiesta di un centro spagnolo
2 MINUTI DI LETTURA
S. MARIA A MONTE. «Erano più di 50 gli osservatori in Europa a quella notte a cercare il pianeta Haumea, noi siamo tra quelli che hanno potuto fare la differenz ».
Luccicano come le “sue” stelle gli occhi di Mauro Bachini, presidente dell'associazione che anima il piccolo osservatorio astronomico di Tavolaia, nel raccontare come in questi giorni il suo nome, insieme a quello del giovane castelfranchese Giacomo Succi e del bientinese Fabio Martinelli sia finito in una pubblicazione della prestigiosa rivista scientifica Nature Astronomy.
Il nome di Haumea, pianeta nano scoperto nel 2004 ai confini del sistema solare, oltre l'orbita di Nettuno, non dirà molto ai più, ma se oggi lo conosciamo meglio e sappiamo, ad esempio, che possiede un anello, lo dobbiamo anche al team dell'associazione “Isaac Newton”. Anche loro, infatti, alle 4 di notte del 21 gennaio scorso, avevano risposto alla “chiamata” dello spagnolo Instituto de Astrofísica de Andalucía, per approfittare insieme ad altri osservatori europei di una particolare congiuntura astronomica.
«L'astronomia è una di quelle scienze che ancora necessita dell'aiuto di appassionati – raccontano Bachini e Succi, che quella notte da Tavolaia si erano spostati all'osservatorio di Lajatico per rifuggire le nuvole e scrutare meglio il cielo – Capita quindi molto spesso che in vista di un momento favorevole all'osservazione di un corpo vi sia una vera e propria chiamata di tutti gli osservatori disponibili, al fine di raccogliere più rilevazioni possibili da analizzare».
Quella notte il piccolo pianeta transitò davanti a una stella e questo produsse una eclisse di luce; un occultamento invisibile ad occhio nudo ma registrabile dagli strumenti, che hanno rilevato la presenza di un anello di materia attorno ad Haumea e hanno permesso di aggiornare alcune informazioni su di esso. Il pianeta nano compie un giro intorno al sole in 285 anni e impiega 3,9 ore per ruotare su se stesso, una velocità che lo fa appiattire, dandogli una forma simile ad una palla da rugby. Privo di atmosfera, misura 2.320 chilometri lungo il suo asse più lungo.
«Pensavamo di non aver visto niente – raccontano – Poi su sollecitazione degli spagnoli abbiamo elaborato meglio i dati e abbiamo avuto la sorpresa. Una soddisfazione enorme e un successo che dedichiamo all'amministrazione comunale che da sempre ci supporta».
Soddisfatta la risposta della sindaca Ilaria Parrella. «Santa Maria a Monte ha dato i natali ai parenti di Galileo Galilei – dice – siamo contenti che si continui su questa scia e fieri del lavoro che portano avanti a Tavolaia».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Luccicano come le “sue” stelle gli occhi di Mauro Bachini, presidente dell'associazione che anima il piccolo osservatorio astronomico di Tavolaia, nel raccontare come in questi giorni il suo nome, insieme a quello del giovane castelfranchese Giacomo Succi e del bientinese Fabio Martinelli sia finito in una pubblicazione della prestigiosa rivista scientifica Nature Astronomy.
Il nome di Haumea, pianeta nano scoperto nel 2004 ai confini del sistema solare, oltre l'orbita di Nettuno, non dirà molto ai più, ma se oggi lo conosciamo meglio e sappiamo, ad esempio, che possiede un anello, lo dobbiamo anche al team dell'associazione “Isaac Newton”. Anche loro, infatti, alle 4 di notte del 21 gennaio scorso, avevano risposto alla “chiamata” dello spagnolo Instituto de Astrofísica de Andalucía, per approfittare insieme ad altri osservatori europei di una particolare congiuntura astronomica.
«L'astronomia è una di quelle scienze che ancora necessita dell'aiuto di appassionati – raccontano Bachini e Succi, che quella notte da Tavolaia si erano spostati all'osservatorio di Lajatico per rifuggire le nuvole e scrutare meglio il cielo – Capita quindi molto spesso che in vista di un momento favorevole all'osservazione di un corpo vi sia una vera e propria chiamata di tutti gli osservatori disponibili, al fine di raccogliere più rilevazioni possibili da analizzare».
Quella notte il piccolo pianeta transitò davanti a una stella e questo produsse una eclisse di luce; un occultamento invisibile ad occhio nudo ma registrabile dagli strumenti, che hanno rilevato la presenza di un anello di materia attorno ad Haumea e hanno permesso di aggiornare alcune informazioni su di esso. Il pianeta nano compie un giro intorno al sole in 285 anni e impiega 3,9 ore per ruotare su se stesso, una velocità che lo fa appiattire, dandogli una forma simile ad una palla da rugby. Privo di atmosfera, misura 2.320 chilometri lungo il suo asse più lungo.
«Pensavamo di non aver visto niente – raccontano – Poi su sollecitazione degli spagnoli abbiamo elaborato meglio i dati e abbiamo avuto la sorpresa. Una soddisfazione enorme e un successo che dedichiamo all'amministrazione comunale che da sempre ci supporta».
Soddisfatta la risposta della sindaca Ilaria Parrella. «Santa Maria a Monte ha dato i natali ai parenti di Galileo Galilei – dice – siamo contenti che si continui su questa scia e fieri del lavoro che portano avanti a Tavolaia».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
