Sicurezza
Aggressioni sugli autobus: la Ctt pensa a corsi di autodifesa
Nei primi sei mesi di quest’anno gli episodi sono stati una quarantina, stesso numero del 2016. Il presidente dell’azienda: «Ne parleremo con i sindacati, intanto telecamere su tutti i mezzi»
PONTEDERA. La vita di autisti e controllori degli autobus Ctt Nord (che servono anche la Valdera) non è delle più facili: devono confrontarsi con aggressioni (verbali e fisiche) e minacce, cercando di uscirne indenni.
Sugli autobus l’azienda sta installando telecamere a gogo, oltre a chiedere alle forze dell’ordine un presidio a campione dei mezzi.
Ma non finisce qui, perché i dati sulle aggressioni nel bacino servito dalla Ctt Nord parlano chiaro: se nel 2016 le aggressioni erano state 40, a metà 2017 avevano raggiunto già tale soglia, facendo presagire per la fine dell’anno in corso sostanzialmente un raddoppio del numero.
L’azienda ha già fatto fare ai propri dipendenti dei corsi che servono a gestire delle situazioni di emergenza, come può essere un’aggressione ad un autista che guida oppure ad un controllore che chiede il biglietto.
Basterebbe questo per far capire quanto devono stare con le antenne dritte gli uomini Ctt Nord sugli autobus ogni giorno. Tuttavia, potrebbe non finire qui, a sentire il presidente di Cct Nord Andrea Zavanella: «A breve – medio termine vogliamo mettere le telecamere su tutti i nostri mezzi, che sono 800: al momento siamo a circa 300 e per la fine dell’anno vogliamo aver coperto tutto il parco mezzi. Ci vuole tempo, perché per l’installazione l’autobus deve stare fermo un giorno al deposito; questo vuol dire che l’installazione degli occhi elettronici avviene per gradi.
Tuttavia, se i sindacati fossero d’accordo, dopo i corsi per gestire le situazioni di emergenza, potremmo proseguire con la “formazione”, passando alle lezioni di autodifesa. Purtroppo i nostri dipendenti sono padri e madri di famiglia e sono molto preoccupati per l’escalation in corso. Non si può pensare di andare a lavoro la mattina, senza sapere come si tornerà a casa la sera».
Le aggressioni riguardano molto spesso – a sentire Zavanella – i controllori, perché a reagire in maniera spropositata sono quelli trovati senza biglietto o senza la convalida di quest’ultimo. Proprio in questo senso anche il consiglio provinciale ha invitato «azienda, questura e prefettura ad una particolare attenzione sul tema della sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale, come parte del più complessivo tema del miglioramento delle condizioni del trasporto pubblico locale in cui anche la Provincia di Pisa si è impegnata».
Questo si tradurrebbe in affiancamenti delle forze dell’ordine al personale già presente: «Lavoriamo anche su questo – continua Zavanella – pur consapevoli che le stesse forze dell’ordine hanno i loro problemi d’organico. Lo chiediamo per la sicurezza nostra e per quella degli utenti, visto che la presenza di agenti o militari – così come delle telecamere – ha un importante valore deterrente».
Certo, pensare ad autisti e controllori che si “addestrano” per non essere sopraffatti da eventuali aggressori è un qualcosa che soltanto qualche anno fa era totalmente impensabile.
Tuttavia, visto che la politica è quella di contrastare l’evasione del biglietto, bisogna purtroppo tenere conto che facendo questo si possono verificare reazioni talvolta spropositate, oltre che totalmente ingiustificate, ai danni di chi sta soltanto chiedendo il rispetto delle norme.
Oltretutto il numero delle 40 aggressioni in sei mesi non dipinge tutto il quadro, perché si attiene “soltanto” agli episodi refertati, che hanno cioè richiesto l’intervento di personale sanitario.
Eventuali minacce o simili, che il malcapitato ha lasciato passare, non rientrano nella statistica di cui sopra. Per cui si evince che il numero “reale” sia addirittura più alto.
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