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Incontro in Provincia per la vertenza Tmm

Incontro in Provincia per la vertenza Tmm

PONTEDERA . Si ritroveranno ancora per cercare di trovare una via d’uscita a una crisi che tra meno di quindici giorni rischia di precipitare con la chiusura definitiva del sito industriale e il...

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PONTEDERA . Si ritroveranno ancora per cercare di trovare una via d’uscita a una crisi che tra meno di quindici giorni rischia di precipitare con la chiusura definitiva del sito industriale e il licenziamento dell’intera forza lavoro.

L’unica speranza per i lavoratori della Tmm, la fabbrica specializzata nella produzione di marmitte per moto e scooter, è l’arrivo in extremis di un imprenditore interessato a rilevare lo stabilimento dell’indotto Piaggio per il quale la controllante Csl di Torino ha avviato lo scorso agosto l’iter di liquidazione e aperto una procedura di licenziamento collettivo per gli 85 operai. Delle possibili soluzioni da mettere ancora in campo parleranno questa mattina, negli uffici della Provincia, i rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, quelli delle istituzioni e il liquidatore della fabbrica Roberto Dell’Omodarme. Scaduta la trattativa sindacale, chiusa con un verbale di disaccordo, la vertenza è infatti approdata nella sede istituzionale, in attesa di una nuova convocazione al tavolo nazionale attivato dal ministero dello Sviluppo Economico. Nonostante l’interesse mostrato da vari imprenditori e gruppi industriali, sul tavolo del liquidatore - che nelle scorse settimane ha incontrato vari intermediari di soggetti interessati ad avere informazioni sulle attività e, probabilmente, anche sui bilanci del sito industriale - non è ancora arrivata una proposta d’acquisto concreta. Tra i possibili acquirenti che si sono fatti avanti, tra cui anche un gruppo cinese, ci sarebbe una società italiana che avrebbe mostrato un particolare interesse, continuando a chiedere informazioni sulla fabbrica di viale Africa e sull’andamento delle lavorazioni, interrotte improvvisamente lo scorso agosto «quando - accusano i rappresentanti sindacali - la Csl di Torino ha praticato una vera e propria serrata».

Il particolare interesse mostrato non si è però ancora concretizzato in una proposta d’acquisto, che resta l’unica àncora di speranza per concludere positivamente la vertenza che, senza una soluzione, si chiuderà il prossimo 25 ottobre con la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di tutti gli operai. I quali, da oltre sessanta giorni, sono riuniti davanti ai cancelli della fabbrica “blindati” dalla proprietà con catene e lucchetti per evitare intrusioni, ma soprattutto per scongiurare eventuali occupazioni.

Danilo Renzullo



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