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Pontedera

«Non demolite l’ex scuola» 150 firme per difenderla

«Non demolite l’ex scuola» 150 firme per difenderla

Il progettato abbattimento della struttura chiusa da decenni fa discutere Il sindaco: «L’edificio non ha valore storico, le condizioni potrebbero peggiorare»

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CRESPINA. Una vecchia scuola, la media inferiore Ersilio Cozzi, chiusa da decenni, attorno a cui a Crespina sta scoppiando un piccolo caso: da una parte l’amministrazione, che ha in progetto di abbatterla per farci uno spazio pubblico; dall’altra circa 150 persone, che hanno firmato una petizione affinché il Comune ci ripensi.

Ma andiamo con ordine: l’amministrazione guidata dal sindaco Thomas D’Addona ha presentato un masterplan, cioè un documento d’indirizzo che sviluppa una visione complessiva di un territorio e che in questo caso riguarda la riqualificazione di tutto il centro storico del borgo, tra cui c’è appunto l’ipotesi di abbattere la vecchia scuola per farci una piazza.

Al momento non c’è ancora un progetto esecutivo, però in paese è partita una raccolta firme, nella quale si chiede fondamentalmente di rivedere il masterplan, in primis per quanto riguarda la demolizione di quella scuola che ha ospitato generazioni di crespinesi. «Chiedo, come cittadino di Crespina – a parlare è Andrea Califano – se siamo sicuri che questo edificio non si possa ristrutturare. Vorremmo che se ne parlasse in un incontro pubblico, così da spiegare alla gente quali sono le prospettive. Noi vogliamo soltanto poter discutere di tutte le alternative. Poi, se l’unica possibilità è abbatterla, vorrà dirà che si dovrà abbattere. Alla fine 150 firme in un piccolo borgo non sono poche. C’è la sensazione che la giunta vada di corsa, per motivi elettorali». Califano, che fa attivitià politica per Articolo 1, ha spiegato che la forza politica di cui fa parte ha deciso di appoggiare la raccolta firme, perché è d’accordo nei contenuti.

Tuttavia il sindaco Thomas D’Addona rimanda tutti gli addebiti al mittente: «Innanzitutto il masterplan contiene delle linee guida, non ci sono ancora i progetti esecutivi. Detto questo siamo stati accusati da una minoranza di non aver coinvolto la popolazione, ma non è così. Io sono disposto a fare un incontro pubblico, però soltanto quando avremo la relazione statica e sismica che abbiamo commissionato ad un tecnico, nella quale saranno spiegati tutti i pro e i contro di ogni prospettiva. Io penso che si debba abbattere, anche perché alla fine rischia di cadere da sola. Ci sarà un motivo se l’ex sindaco Carpi la chiuse?». Il primo cittadino, poi, ha spiegato che si tratta anche di un discorso di priorità e risorse a disposizione: «Facciamo un esempio, la fabbrica di San Michele: qui abbiamo investito perché si tratta di un edificio di pregio, con rilevanti affreschi; la scuola, invece, non ha nessun valore storico o artistico. Se ristrutturarla avesse un costo contenuto ne potremmo anche parlare, ma in caso contrario perché investire somme ingenti in un edificio del genere?». A questo punto soltanto l’incontro pubblico con progetti e relazioni alla mano potrà dissipare ogni dubbio sul destino della scuola dedicata a Ersilio Cozzi.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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