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Sfrattata una famiglia La solidarietà dei vicini

Sfrattata una famiglia La solidarietà dei vicini

SAN MINIATO. «Lavoro dieci ore al giorno. Ho perso il posto e poi l’ho ritrovato, non possono farci questo». Non si dà pace la famiglia, due adulti con due figli, che giovedì mattina ha dovuto...

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SAN MINIATO. «Lavoro dieci ore al giorno. Ho perso il posto e poi l’ho ritrovato, non possono farci questo».

Non si dà pace la famiglia, due adulti con due figli, che giovedì mattina ha dovuto abbandonare la casa a San Romano di San Miniato dove abitava da tre anni a seguito di uno sfratto, eseguito tramite la forza pubblica. Il tutto è avvenuto mentre i bambini erano a scuola e in casa era presente la madre. Al lavoro in quel momento il padre, alle prese con un nuovo impiego avviato da qualche mese.

«Ho perso l’impiego a settembre 2016, mia moglie guadagna poche centinaia di euro e con il suo solo stipendio non ce l’abbiamo fatta – racconta. – Il procedimento di sfratto è partito e a nulla sono valsi i tentativi di ricominciare, neppure il nuovo lavoro che ho trovato a marzo».

Nel corso di questi mesi, una relazione con i proprietari di casa che, come spesso avviene, si fa difficile; sulle prime, anche un tentativo non andato in porto di ristabilire un rapporto, che come sempre mette al tavolo due soggetti, inquilini e padroni di casa, portatori di due ragioni legittime schiacciate entrambe dalla crisi.

«Quando ho trovato un nuovo lavoro abbiamo cercato un accordo, abbiamo anche pagato parte degli arretrati, ma per fermare tutto dovevamo pagarli tutti insieme, era impossibile – racconta la donna – Non sappiamo dove andare».

Nulle le possibilità dei servizi sociali di dare una sistemazione temporanea alla famiglia, che la prima notte ha dormito in una stanza messa a disposizione da alcuni parenti. «Hanno fatto domanda per il bando sul contributo di prevenzione degli sfratti – dicono dal Comune – ma i tempi del procedimento, che è anche slittato, non hanno aiutato a prevenire l’uscita di casa». Dieci, intanto, i giorni disponibili per recuperare i mobili. Nel pomeriggio di giovedì, importante è stata la solidarietà del vicinato, che ha dato alla famiglia un luogo dove pranzare e organizzarsi.

Nilo Di Modica



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