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«Mi attaccano come imprenditore»

«Mi attaccano come imprenditore»

L’assessore Bertini replica alla consigliera Cavallini su San Miniato Movie

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SAN MINIATO. L’assessore Gianluca Bertini (Pd)replica alle accuse della consigliera Laura Cavallini (lista “Immagina San Miniato”) la quale ha detto che suo figlio, il regista Mattia Catarcioni, è stato escluso dalla giuria del festival San Miniato Movie per motivi politici, ovvero per l’interrogazione che la stessa Cavallini aveva presentato in merito a un abuso edilizio riconducibile a una società di Bertini.

Quest’ultimo ora ribatte: «Quella che è stata presentata come una denuncia politica rispetto al mio ruolo di assessore, altro non era che un attacco alla mia figura privata di imprenditore. Io, invece, questo distinguo l’ho ben chiaro e ritengo che debba essere ben delineato e rispettato. Penso che un’azienda privata abbia la piena ed autonoma facoltà di decidere, sulla base di scelte condivise tra i soci, quali siano le destinazioni di eventuali contributi e sponsorizzazioni ed è quello che è successo anche nel caso dell’azienda che rappresento. Queste scelte, almeno per quello che mi riguarda, sono indipendenti e non interferiscono in alcun modo con il mio ruolo di amministratore della cosa pubblica. Mi pare evidente che il Comune non abbia in alcun modo ostacolato la manifestazione San Miniato Movie, lo dimostrano la concessione del patrocinio e la presenza degli amministratori all’evento, scelte conformi alle numerose iniziative che vengono realizzate sul nostro territorio e alle quali non facciamo mancare il nostro sostegno».

«Respingo quello di cui sono stato accusato nella seduta consiliare di pochi giorni fa – sottolinea l’assessore – Non ho richiesto o intimato la rimozione di alcun membro della giuria del concorso San Miniato Movie, scelta da attribuirsi esclusivamente alla volontà dell’organizzatore, come risulta chiaro e palese nel testo dei messaggi telefonici letti pubblicamente dalla consigliera Cavallini. Al contrario attiene a strategie aziendali, e ritengo legittimo poter decidere in collaborazione con i miei soci in modo indipendente, a chi erogare contributi per sponsorizzazioni e a quali manifestazioni, eventi o persone legare il nome ed il marchio aziendale. Lo ritengo un mio diritto. In qualità di assessore non ho mai intralciato né ostacolato il regolare svolgimento di nessuna manifestazione, anzi sono certo di avere sempre fornito il mio contributo personale anche oltre gli impegni istituzionali. Quanto accaduto danneggia, per la seconda volta in pochi mesi, me, i miei soci e l’immagine dell’azienda di cui sono il legale rappresentante, coinvolta, senza motivo, per fini puramente politici privi di fondamento; questa, ritengo, sia veramente la “brutta” politica, che non discute sulle scelte amministrative, non elabora proposte per cercare di risolvere i problemi quotidiani dei cittadini, bensì si concentra su elementi personali e privati, senza rispetto alcuno, strumentalizzando gli stessi; da questo modo di fare politica, che non mi appartiene, chi è stato danneggiato alla fine è la mia persona, i miei familiari, i miei soci e l’azienda. Ben altre sono le questioni e le problematiche quotidiane a cui la politica ha il compito ed il dovere di rivolgere l’attenzione».



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