Il dolore
«Mamma, ti brucio casa» Condannato a sei anni
L’agricoltore ha picchiato e minacciato per anni la donna per estorcerle denaro E lei in aula prova a attenuargli le accuse: «Le botte? Non lo so, avevo paura»
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VOLTERRA. Non ha mai capito cosa lo spingesse a tanto, se l’ira, un desiderio di rivalsa, qualcosa di più profondo insomma della semplice ebbrezza incendiata con l’alcol o uno spinello.
«No, botte botte no, una volta mi ha urtato la testa con la fronte, si è appoggiato forte, ecco, era al culmine della rabbia ma no, non mi ha mai picchiata. Ma io non lo so, avevo così paura...», prova a rimodulare le accuse, la mamma. A stemperarle, attenuarle. Come se tutti gli episodi che un anno fa, quando si sedette di fronte ai carabinieri e poi al magistrato per raccontare di essere precipitata in un gorgo, non fossero mai stati messi a verbale. Schiaffi, grida, offese, minacce continue. Pagine piene di inchiostro per descrivere un nonsense, un’aporia. Un figlio che odia chi l’ha generato.
Eppure quella volta è stata l’ultima. La vasca del pesce rosso in frantumi sul pavimento nell’atrio di casa, l’animale moribondo e il figlio che gridava «T... Ti brucio la casa» mentre lei scivola a terra con la faccia del figlio che la sovrasta. Sei anni di reclusione e 1.500 euro di multa: è la sentenza pronunciata ieri dalla giudice Beatrice Dani ai danni di Lorenzo Baragatti. Il 37enne volterrano era accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed estorsione. Il verdetto si allinea alle richieste del magistrato. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Sisto Restuccia, fra il 2015 e il 2016, l’uomo ha tormentato la madre per un’unica ragione: soldi. Era ossessionato, piano piano l’aveva costretta anche a privarsi di parte della pensione da professoressa di lettere.
L’inizio di tutto, il chiodo a cui appendere ogni rivendicazione e pretesa nei confronti della madre, scatta anni prima. Baragatti eredita dalla famiglia un vecchio cascinale, riesce a ricevere un finanziamento da 10 mila euro partecipando ad uno dei bandi regionali dedicati ai giovani agricoltori, a restaurarlo e trasformarlo in un piccolo agriturismo.
«Non tutto il denaro venne speso per risistemare la struttura, così gli chiesi se potesse prestarmelo - racconta la mamma - In fondo lo avevo sempre aiutato». Ma poi le cose cominciano ad andare male. Lorenzo non riesce a sostenersi con l’attività, così comincia a tormentare la madre, a minacciarla. Pretende somme sempre più consistenti, fino a superare la somma che la donna avrebbe dovuto restituirgli, eppure senza fermarsi. Anzi, le liti si trasformano in aggressioni, e infine in violenza.
«Una richiesta e una sentenza sproporzionate», commenta il legale di Baragatti, che annuncia ricorso in appello.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«No, botte botte no, una volta mi ha urtato la testa con la fronte, si è appoggiato forte, ecco, era al culmine della rabbia ma no, non mi ha mai picchiata. Ma io non lo so, avevo così paura...», prova a rimodulare le accuse, la mamma. A stemperarle, attenuarle. Come se tutti gli episodi che un anno fa, quando si sedette di fronte ai carabinieri e poi al magistrato per raccontare di essere precipitata in un gorgo, non fossero mai stati messi a verbale. Schiaffi, grida, offese, minacce continue. Pagine piene di inchiostro per descrivere un nonsense, un’aporia. Un figlio che odia chi l’ha generato.
Eppure quella volta è stata l’ultima. La vasca del pesce rosso in frantumi sul pavimento nell’atrio di casa, l’animale moribondo e il figlio che gridava «T... Ti brucio la casa» mentre lei scivola a terra con la faccia del figlio che la sovrasta. Sei anni di reclusione e 1.500 euro di multa: è la sentenza pronunciata ieri dalla giudice Beatrice Dani ai danni di Lorenzo Baragatti. Il 37enne volterrano era accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed estorsione. Il verdetto si allinea alle richieste del magistrato. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Sisto Restuccia, fra il 2015 e il 2016, l’uomo ha tormentato la madre per un’unica ragione: soldi. Era ossessionato, piano piano l’aveva costretta anche a privarsi di parte della pensione da professoressa di lettere.
L’inizio di tutto, il chiodo a cui appendere ogni rivendicazione e pretesa nei confronti della madre, scatta anni prima. Baragatti eredita dalla famiglia un vecchio cascinale, riesce a ricevere un finanziamento da 10 mila euro partecipando ad uno dei bandi regionali dedicati ai giovani agricoltori, a restaurarlo e trasformarlo in un piccolo agriturismo.
«Non tutto il denaro venne speso per risistemare la struttura, così gli chiesi se potesse prestarmelo - racconta la mamma - In fondo lo avevo sempre aiutato». Ma poi le cose cominciano ad andare male. Lorenzo non riesce a sostenersi con l’attività, così comincia a tormentare la madre, a minacciarla. Pretende somme sempre più consistenti, fino a superare la somma che la donna avrebbe dovuto restituirgli, eppure senza fermarsi. Anzi, le liti si trasformano in aggressioni, e infine in violenza.
«Una richiesta e una sentenza sproporzionate», commenta il legale di Baragatti, che annuncia ricorso in appello.
Mario Neri
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