Sicurezza
Ambiente
Arpat: «In calo le maleodoranze a Gello»
PONTEDERA. Arpat spiega per quali motivi le maleodoranze a Gello di Pontedera sono state ridotte. Dalla fine del 2016, sino alla messa in esercizio del nuovo impianto di compostaggio, la frazione...
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Arpat spiega per quali motivi le maleodoranze a Gello di Pontedera sono state ridotte.
Dalla fine del 2016, sino alla messa in esercizio del nuovo impianto di compostaggio, la frazione organica del rifiuto solido urbano viene inviata ad un impianto situato in Lombardia, previo stoccaggio della stessa in un capannone chiuso, dotato di aspirazione ed invio dell’effluente gassoso ad idoneo impianto di abbattimento. Attualmente non viene effettuata attività di compostaggio.
Per quanto riguarda la stazione di stoccaggio degli rifiuti provenienti da raccolta urbana, per il successivo trasferimento alla discarica di Legoli, in sede di rinnovo dell’autorizzazione, Arpat nel giugno 2016 ha richiesto che le fasi di movimentazione e stoccaggio dei rifiuti avvengano all’interno di una struttura chiusa dotata di un impianto di aspirazione/trattamento aria, per evitare la propagazione degli odori. Al riguardo Geofor ha deciso di collocarla nel capannone attuale di trasferimento della frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu), ossia in testa all’attuale impianto di compostaggio.
Dall’estate del 2016 Ecofor Service ha dunque modificato le modalità di coltivazione della discarica, abbandonando la coltivazione che prevedeva la compattazione dei rifiuti con trasporto orizzontale, lungo un fronte di 100-200 metri ed usando il pulper di cartiera come materiale ricoprente dello stesso. Il materiale ricoprente viene scaricato e il mescolamento deve essere immediato, tramite escavatore, dei rifiuti fangosi con i rifiuti secchi che poi, a fine giornata, nell’area di abbancamento vengono compattati mediante idoneo mezzo. Come materiale ricoprente la discarica non viene più usato il pulper di cartiera, ma un aggregato inerte da recupero, proveniente dall’azienda Area di Navacchio.
«A seguito delle nuove modalità operative di gestione della discarica – dice Arpat – si è verificato quindi un notevole contenimento dei cattivi odori derivanti dal fronte della discarica, insieme ad un minor consumo di gasolio impiegato per la movimentazione dei mezzi. E le proteste sono diminuite».
Dalla fine del 2016, sino alla messa in esercizio del nuovo impianto di compostaggio, la frazione organica del rifiuto solido urbano viene inviata ad un impianto situato in Lombardia, previo stoccaggio della stessa in un capannone chiuso, dotato di aspirazione ed invio dell’effluente gassoso ad idoneo impianto di abbattimento. Attualmente non viene effettuata attività di compostaggio.
Per quanto riguarda la stazione di stoccaggio degli rifiuti provenienti da raccolta urbana, per il successivo trasferimento alla discarica di Legoli, in sede di rinnovo dell’autorizzazione, Arpat nel giugno 2016 ha richiesto che le fasi di movimentazione e stoccaggio dei rifiuti avvengano all’interno di una struttura chiusa dotata di un impianto di aspirazione/trattamento aria, per evitare la propagazione degli odori. Al riguardo Geofor ha deciso di collocarla nel capannone attuale di trasferimento della frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu), ossia in testa all’attuale impianto di compostaggio.
Dall’estate del 2016 Ecofor Service ha dunque modificato le modalità di coltivazione della discarica, abbandonando la coltivazione che prevedeva la compattazione dei rifiuti con trasporto orizzontale, lungo un fronte di 100-200 metri ed usando il pulper di cartiera come materiale ricoprente dello stesso. Il materiale ricoprente viene scaricato e il mescolamento deve essere immediato, tramite escavatore, dei rifiuti fangosi con i rifiuti secchi che poi, a fine giornata, nell’area di abbancamento vengono compattati mediante idoneo mezzo. Come materiale ricoprente la discarica non viene più usato il pulper di cartiera, ma un aggregato inerte da recupero, proveniente dall’azienda Area di Navacchio.
«A seguito delle nuove modalità operative di gestione della discarica – dice Arpat – si è verificato quindi un notevole contenimento dei cattivi odori derivanti dal fronte della discarica, insieme ad un minor consumo di gasolio impiegato per la movimentazione dei mezzi. E le proteste sono diminuite».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
