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In tribunale
Netturbino morto, processo rinviato
SANTA MARIA A MONTE. Gianfranco Mei, 37 anni, di Calcinaia, nel luglio 2012, morì investito da un’auto mentre andava con un asinello verso il paese di Santa Maria a Monte. Gianfranco da qualche...
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SANTA MARIA A MONTE. Gianfranco Mei, 37 anni, di Calcinaia, nel luglio 2012, morì investito da un’auto mentre andava con un asinello verso il paese di Santa Maria a Monte. Gianfranco da qualche giorno faceva il netturbino con un mezzo speciale, a quattro zampe. Un servizio a cui l’amministrazione comunale, dopo la fine del mandato del sindaco David Turini, ha rinunciato, tuttavia questo non la mette al riparo dalle eventuali conseguenze di un risarcimento civile.
Il progetto era della cooperativa “Ambiente e servizi Valdarno”. L’operatore ecologico venne travolto da un’auto lungo via San Michele, in un tratto in curva e in salita vicino a un canneto. Una Fiat Punto, condotta da un automobilista di Santa Maria a Monte, che al processo è difeso dall’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, urtò con la parte anteriore destra il cassone piazzato sull’asino. L’animale riuscì a spostarsi e si infilò nella vegetazione. Non fu così per l’operatore ecologico che morì all’istante.
Ieri mattina, finalmente, il processo è iniziato in tribunale a Pisa. Ma si è fermato ad aspetti preliminare in quanto il giudice deve decidere, e lo farà il 7 marzo 2018, sulla eventuale chiamata in causa come responsabilità civile del Comune, della Cooperativa per cui lavorava la vittima e dell’Asl stessa in quanto l’operatore è risultato in prova ai servizi sociali. Il dibattimento vero e proprio dovrebbe iniziare il 17 ottobre 2018. I tempi dunque si allungano notevolmente.
Intanto la compagnia assicurativa dell’automobilista, che è finito a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, dopo avere risarcito la convivente della vittima e i fratelli per una somma di poco superiore a 450mila euro, ha iniziato un’azione civile di rivalsa contro il Comune di Santa Maria a Monte per le irregolarità emerse nel servizio. (s. c.)
Il progetto era della cooperativa “Ambiente e servizi Valdarno”. L’operatore ecologico venne travolto da un’auto lungo via San Michele, in un tratto in curva e in salita vicino a un canneto. Una Fiat Punto, condotta da un automobilista di Santa Maria a Monte, che al processo è difeso dall’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, urtò con la parte anteriore destra il cassone piazzato sull’asino. L’animale riuscì a spostarsi e si infilò nella vegetazione. Non fu così per l’operatore ecologico che morì all’istante.
Ieri mattina, finalmente, il processo è iniziato in tribunale a Pisa. Ma si è fermato ad aspetti preliminare in quanto il giudice deve decidere, e lo farà il 7 marzo 2018, sulla eventuale chiamata in causa come responsabilità civile del Comune, della Cooperativa per cui lavorava la vittima e dell’Asl stessa in quanto l’operatore è risultato in prova ai servizi sociali. Il dibattimento vero e proprio dovrebbe iniziare il 17 ottobre 2018. I tempi dunque si allungano notevolmente.
Intanto la compagnia assicurativa dell’automobilista, che è finito a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, dopo avere risarcito la convivente della vittima e i fratelli per una somma di poco superiore a 450mila euro, ha iniziato un’azione civile di rivalsa contro il Comune di Santa Maria a Monte per le irregolarità emerse nel servizio. (s. c.)
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