Sicurezza
Condannato dalla Corte dei conti
Geometra del Comune di Bientina aveva indicato l’assicurazione sbagliata
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BIENTINA. Dopo quasi 20 anni si parla ancora di un incidente stradale avvenuto a Bientina nel 1999 e per il quale ora la Corte dei conti di Firenze ha ora condannato al pagamento di 40mila euro con rivalutazione degli interessi il dipendente comunale, Marco Cecchi, 50 anni, responsabile del servizio manutenzioni dell’ente.
La magistratura contabile lo ha chiamato a giudizio in quanto lo ritiene responsabile di un danno erariale per circa 300mila euro a carico dell’ente per cui lavora. E tutto per un risarcimento danni chiesto alla compagnia assicurativa sbagliata. Al centro dell’inchiesta contabile il ritardo con cui il dipendente comunale ha segnalato all’assicurazione l’incidente con conseguente richiesta danni presentata da un’automobilista la quale, in prima istanza, pretendeva un risarcimento di oltre un milione di euro. Cifra che è stata ridotta a trecentomila euro dopo una transazione conclusa dall’ex sindaco, Corrado Guidi, anche se la vicenda ha avuto inizio quando Guidi non era sindaco. A ottobre 2014 il Comune ha dovuto riconoscere il debito fuori bilancio, pari alla cifra che, in mancanza di un’adeguata comunicazione all’assicurazione, è stato chiamato a pagare l’ente stesso. L’8 maggio 2015 il segretario comunale ha informato la Corte dei conti, come avevamo già scritto su questa cronaca un anno fa, evidenziando l’ipotesi di danno erariale derivato dal fatto che la denuncia relativa all’incidente era stata fatta alla compagnia assicurativa sbagliata. Cecchi, dopo avere ricevuto la richiesta danni, l’aveva trasmessa alla Fondaria e lì l’atto era rimasto. Quest’ultima, infatti, non aveva risposto al Comune per dire che nel frattempo il Comune aveva scelto un’altra compagnia e che quindi lei non era tenuta a pagare. L’equivoco era durato circa un anno, poi il geometra aveva saputo che l’ente aveva una nuova assicurazione che era stata subito informata dell’incidente. Ma la seconda compagnia aveva respinto al mittente la richiesta inoltrata oltre il termine di un anno, quindi fuori tempo massimo. Solo un anno e due mesi dopo era saltata fuori la verità con Rasservice che non voleva pagare il danno.
Il tecnico si è difeso spiegando che la gestione dei rapporti con le compagnie assicurative era di competenza del servizio ragioneria. Ma la magistratura contabile è andata avanti con il giudizio di responsabilità che si è concluso con la sentenza di condanna emessa il 2 ottobre. Il Comune e di conseguenza il geometra aveva l’obbligo di sapere con certezza chi doveva pagare il risarcimento del danno.
La magistratura contabile lo ha chiamato a giudizio in quanto lo ritiene responsabile di un danno erariale per circa 300mila euro a carico dell’ente per cui lavora. E tutto per un risarcimento danni chiesto alla compagnia assicurativa sbagliata. Al centro dell’inchiesta contabile il ritardo con cui il dipendente comunale ha segnalato all’assicurazione l’incidente con conseguente richiesta danni presentata da un’automobilista la quale, in prima istanza, pretendeva un risarcimento di oltre un milione di euro. Cifra che è stata ridotta a trecentomila euro dopo una transazione conclusa dall’ex sindaco, Corrado Guidi, anche se la vicenda ha avuto inizio quando Guidi non era sindaco. A ottobre 2014 il Comune ha dovuto riconoscere il debito fuori bilancio, pari alla cifra che, in mancanza di un’adeguata comunicazione all’assicurazione, è stato chiamato a pagare l’ente stesso. L’8 maggio 2015 il segretario comunale ha informato la Corte dei conti, come avevamo già scritto su questa cronaca un anno fa, evidenziando l’ipotesi di danno erariale derivato dal fatto che la denuncia relativa all’incidente era stata fatta alla compagnia assicurativa sbagliata. Cecchi, dopo avere ricevuto la richiesta danni, l’aveva trasmessa alla Fondaria e lì l’atto era rimasto. Quest’ultima, infatti, non aveva risposto al Comune per dire che nel frattempo il Comune aveva scelto un’altra compagnia e che quindi lei non era tenuta a pagare. L’equivoco era durato circa un anno, poi il geometra aveva saputo che l’ente aveva una nuova assicurazione che era stata subito informata dell’incidente. Ma la seconda compagnia aveva respinto al mittente la richiesta inoltrata oltre il termine di un anno, quindi fuori tempo massimo. Solo un anno e due mesi dopo era saltata fuori la verità con Rasservice che non voleva pagare il danno.
Il tecnico si è difeso spiegando che la gestione dei rapporti con le compagnie assicurative era di competenza del servizio ragioneria. Ma la magistratura contabile è andata avanti con il giudizio di responsabilità che si è concluso con la sentenza di condanna emessa il 2 ottobre. Il Comune e di conseguenza il geometra aveva l’obbligo di sapere con certezza chi doveva pagare il risarcimento del danno.
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