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Sfregiato il cippo al “Nanino”

Sfregiato il cippo al “Nanino”

Il monumento in Lungarno Tripoli, da capire se potrà essere riparato

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Il cane che nuota, la barca in mezzo al fiume e la data dell’installazione, a vent’anni esatti dalla scomparsa di Giuliano Gozzini. Sono gli elementi simbolo del monumento in ceramica che l’amministrazione di Santa Croce ha voluto dedicare, nel maggio 2016, all’ultimo uomo del fiume: pescatore, poeta e costruttore di barche, per tutti affettuosamente “Il Nanino”.

Tre elementi simbolo che oggi, a distanza di un anno e mezzo dall’inaugurazione, si presentano visibilmente danneggiati. Sfregiati per la verità, come fossero stati scalfiti da colpi precisi e tutt’altro che casuali. Basta avvicinarsi al cippo, collocato ai piedi dell’antico platano di lungarno Tripoli, per rendersi conto che alcune parti dell’opera non ci sono più, a cominciare dalla prua della barca fino al cane che nuota, ormai praticamente irriconoscibile. Un vero e proprio buco, invece, quello che si vede all’altezza della data, proprio nel punto dove il numero 5 indicava il mese di maggio 2016. Elementi che fanno pensare ad un atto vandalico. Un gesto deliberato contro un monumento legato alla storia di Santa Croce e al suo rapporto col fiume. Un’opera curata dall’artista Romano Masoni e realizzata da Vinicio Zapparoli, che attraverso pochi semplici elementi cerca di rappresentare la figura quasi mitica del “Nanino”, uomo e artista sui generis, ultimo santacrocese a vivere sul fiume e per il fiume in un’epoca di inarrestabili trasformazioni. Resta da capire, adesso, se il cippo potrà essere in qualche modo restaurato, mentre per il futuro i cittadini di lungarno Tripoli reclamano soprattutto una maggiore illuminazione dell’area. (g.p.)

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