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Dopo l’ampliamento 

La croce sparisce per un disguido

La croce sparisce per un disguido

Buti: il progetto per uniformare le lapidi innesca un malinteso

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BUTI. Sono quasi ultimati i lavori per l’ampliamento del cimitero comunale di Buti e del rifacimento del piazzale dell’area antistante.

Insieme ai nuovi loculi il progetto prevede l’uniformazione delle lapidi, ma su questo argomento si è creato un disguido con alcuni cittadini che negli ultimi giorni hanno avuto a che fare con un lutto. Quando questi si sono rivolti a un'agenzia di onoranze funebri si sono trovati di fronte a nuove disposizioni per la scelta della lapide, e secondo alcuni cittadini non sarebbe stato possibile apporre una croce sulla lapide scelta per la sepoltura del proprio caro.

Le disposizioni dipendono dal regolamento dell'ufficio tecnico comunale, ma nello studio di fattibilità per l'ampliamento del cimitero si legge che il progetto deve comprendere “la realizzazione delle finiture lapidee (marmette e riquadri) uniformi dei prospetti”. Non c'è quindi un esplicito riferimento al simbolo della religione cristiana. Alcuni cittadini si sono comunque rivolti alla consigliera di opposizione della lista civica “Spigai per cambiare 2.0”, Barbara Maffei, che ha avuto rassicurazioni dal sindaco Alessio Lari e dall'ufficio tecnico sulla questione. Nessuno infatti ha mai pensato di impedire l'apposizione della croce sulla lapide. «Non credo che ci sia stata l'effettiva volontà – dice Maffei – ma sicuramente c'è stato un disguido partito dall'ufficio tecnico e su questo l'amministrazione comunale deve assumersi le sue responsabilità. Se alcuni cittadini si sono allarmati per la mancanza della croce significa che non si è trattato di una falsità, ma di un errore o di un difetto di comunicazione». Con un post su Facebook il Comune sgombra il campo dagli equivoci: «Leggiamo che il Comune di Buti, nell'intento di uniformare le lapidi funebri del cimitero, vorrebbe escludere l'apposizione su di esse delle croci. Crediamo che, oltre che ovviamente falsa, questa notizia sia anche non commentabile. Il rispetto delle volontà e della libera espressione religiosa è innegabile».

Insomma anche se l’amministrazione comunale ha provato a chiarire che c’era stato un disguido la storia delle croci è finita di bocca in bocca e immancabilmente anche sui social innescando un mare di polemiche, alcune delle quali senza un senso.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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