Condannato a un anno autista positivo all’alcol
Alla guida di uno scuolabus (senza bimbi) aveva tamponato una macchina Il tasso alcolemico nel sangue era di 2,3 g/I. Sospesa anche la patente per 2 anni
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PISA. Un tamponamento banale per dinamica ed effetti. Con due dettagli in grado di trasferire il caso da una potenziale constatazione amichevole all’aula di un Tribunale: l’autista dello scuolabus che aveva urtato una macchina risultò positivo all’etilometro. E neanche di poco. Quella guida in stato di ebbrezza si è tradotta per Stefano Vannini, 56 anni, di Lorenzana, in una condanna a un anno di arresto, 3mila euro di ammenda e con la pena accessoria della sospensione della patente per due anni. Che, per uno che per lavoro guida i pulmini, significa dover cambiare mestiere.
Vannini aveva provato a evitare il dibattimento. Ma la sua richiesta di messa alla prova (sospensione del procedimento, lavori di pubblica utilità con estinzione della pena in caso di esito positivo del percorso) era stata respinta dal giudice. E al termine dell’udienza è arrivato il verdetto di condanna del giudice Paola Giovannelli.
Anche se sullo scuolabus non c’erano bambini, la condotta dell’autista è stata ritenuta, comunque, grave. Per il ruolo che aveva e la responsabilità di mettersi alla guida di un pulmino riservato agli scolari. L’episodio avvenne nel primo pomeriggio di mercoledì 15 giugno 2016 a Fauglia. Un urto diciamo ordinario con un’auto aprì uno scenario diverso rispetto alla dinamica iniziale. I carabinieri non solo videro l’autista in uno stato poco lucido, ma ricorsero anche all’etilometro per chiarire con prove inoppugnabili in quali condizioni si trovasse al volante. Vannini, residente nel comune di Crespina Lorenzana, dipendente all’epoca dei fatti della cooperativa "Job is life" di Isernia, risultò positivo all’alcol. Il valore era di 2,3 g/l di alcol nel sangue quando per un autista professionista che trasporta cose o persone per legge deve essere zero. Via la patente e denuncia in Procura.
Quel tamponamento, con il senno di poi, è stato comunque utile. È servito per accertare, senza che nessuno si facesse male, le voci che giravano sul conducente che, dopo aver fatto scendere l’ultimo alunno, era finito contro un’auto. Già l’ufficio scuola del Comune di Fauglia aveva raccolto le perplessità di alcuni genitori. L’istituto comprensivo, sentendo anche i bambini e poi allargando le verifiche a insegnanti e personale scolastico, aveva messo insieme sospetti sufficienti per intervenire e chiedere la rimozione dell’autista. Un disagio lamentato da chi saliva sul pulmino che con quel tamponamento è diventato un processo che terrà l’autista lontano da qualunque tipo di volante per almeno due anni.
Pietro Barghigiani
Vannini aveva provato a evitare il dibattimento. Ma la sua richiesta di messa alla prova (sospensione del procedimento, lavori di pubblica utilità con estinzione della pena in caso di esito positivo del percorso) era stata respinta dal giudice. E al termine dell’udienza è arrivato il verdetto di condanna del giudice Paola Giovannelli.
Anche se sullo scuolabus non c’erano bambini, la condotta dell’autista è stata ritenuta, comunque, grave. Per il ruolo che aveva e la responsabilità di mettersi alla guida di un pulmino riservato agli scolari. L’episodio avvenne nel primo pomeriggio di mercoledì 15 giugno 2016 a Fauglia. Un urto diciamo ordinario con un’auto aprì uno scenario diverso rispetto alla dinamica iniziale. I carabinieri non solo videro l’autista in uno stato poco lucido, ma ricorsero anche all’etilometro per chiarire con prove inoppugnabili in quali condizioni si trovasse al volante. Vannini, residente nel comune di Crespina Lorenzana, dipendente all’epoca dei fatti della cooperativa "Job is life" di Isernia, risultò positivo all’alcol. Il valore era di 2,3 g/l di alcol nel sangue quando per un autista professionista che trasporta cose o persone per legge deve essere zero. Via la patente e denuncia in Procura.
Quel tamponamento, con il senno di poi, è stato comunque utile. È servito per accertare, senza che nessuno si facesse male, le voci che giravano sul conducente che, dopo aver fatto scendere l’ultimo alunno, era finito contro un’auto. Già l’ufficio scuola del Comune di Fauglia aveva raccolto le perplessità di alcuni genitori. L’istituto comprensivo, sentendo anche i bambini e poi allargando le verifiche a insegnanti e personale scolastico, aveva messo insieme sospetti sufficienti per intervenire e chiedere la rimozione dell’autista. Un disagio lamentato da chi saliva sul pulmino che con quel tamponamento è diventato un processo che terrà l’autista lontano da qualunque tipo di volante per almeno due anni.
Pietro Barghigiani
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