Il dolore
il sindaco
«Vogliamo essere coinvolti nelle scelte»
SAN MINIATO. «Penso che questa firma rappresenti per adesso un accordo di massima. D’ora in poi, nella definizione dei dettagli, chiederemo di essere coinvolti per capire quali sono le intenzioni e i...
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SAN MINIATO. «Penso che questa firma rappresenti per adesso un accordo di massima. D’ora in poi, nella definizione dei dettagli, chiederemo di essere coinvolti per capire quali sono le intenzioni e i progetti di CariParma». Parla a nome di tutti i sindaci del comprensorio il primo cittadino di San Miniato, Vittorio Gabbanini, senza far mistero della difficoltà a giudicare e commentare l’esito di una trattativa «di cui noi, per il momento – dice – non conosciamo niente».
Da qui l’auspicio per l’avvio di confronto, al più presto, con i nuovi proprietari della Cassa di risparmio di San Miniato per capire quali sono le intenzioni del gruppo, a cominciare dalla questione dei posti di lavoro e delle filiali. «Alla fine di una trattativa complicata, con un lungo tira e molla – afferma Gabbanini – siamo arrivati a quella che dicono essere la migliore soluzione. Noi adesso non lo sappiamo, ma aspettiamo di capire se ci saranno o meno degli esuberi, augurandoci che vengano mantenute anche tutte le filiali. Gli sportelli della banca rappresentano per alcune località un presidio sul territorio, e Carismi ha sempre avuto un’attenzione particolare da questo punto di vista, al di là della redditività o meno della singola filiale».
Allo stesso tempo Gabbanini si augura che resti il nome “San Miniato” e che sia un nome fatto di contenuti, mantenendo il legame con il territorio e con le sue aziende. Perché la Cassa di risparmio di San Miniato è l’istituto di credito che ha aiutato gli imprenditori a crescere e a fare grande il distretto».
Oltre a queste incognite, poi, c’è in ballo una partita parallela che riguarda in modo specifico la città della Rocca. «Mi auguro – dice Gabbanini – che gli immobili della Cassa restino a servizio della collettività: penso a Palazzo Grifoni, ma anche al centro studi I Cappuccini e all’auditorium di piazza Buonaparte che rappresentano un patrimonio di tutti. Sul loro futuro servirà un serio confronto con l’amministrazione comunale». (g. p.)
Da qui l’auspicio per l’avvio di confronto, al più presto, con i nuovi proprietari della Cassa di risparmio di San Miniato per capire quali sono le intenzioni del gruppo, a cominciare dalla questione dei posti di lavoro e delle filiali. «Alla fine di una trattativa complicata, con un lungo tira e molla – afferma Gabbanini – siamo arrivati a quella che dicono essere la migliore soluzione. Noi adesso non lo sappiamo, ma aspettiamo di capire se ci saranno o meno degli esuberi, augurandoci che vengano mantenute anche tutte le filiali. Gli sportelli della banca rappresentano per alcune località un presidio sul territorio, e Carismi ha sempre avuto un’attenzione particolare da questo punto di vista, al di là della redditività o meno della singola filiale».
Allo stesso tempo Gabbanini si augura che resti il nome “San Miniato” e che sia un nome fatto di contenuti, mantenendo il legame con il territorio e con le sue aziende. Perché la Cassa di risparmio di San Miniato è l’istituto di credito che ha aiutato gli imprenditori a crescere e a fare grande il distretto».
Oltre a queste incognite, poi, c’è in ballo una partita parallela che riguarda in modo specifico la città della Rocca. «Mi auguro – dice Gabbanini – che gli immobili della Cassa restino a servizio della collettività: penso a Palazzo Grifoni, ma anche al centro studi I Cappuccini e all’auditorium di piazza Buonaparte che rappresentano un patrimonio di tutti. Sul loro futuro servirà un serio confronto con l’amministrazione comunale». (g. p.)
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