Proteste
Piaggio, torna la Solidarietà ma il mercato migliora
Incontro azienda-sindacati con l’obiettivo di attivare gli ammortizzatori sociali Nuove uscite volontarie, mentre le vendite stanno tornando ai livelli pre crisi
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PONTEDERA. Contratto di solidarietà, mobilità volontaria, ma anche trattativa per il rinnovo dell’integrativo. In un quadro di velato ottimismo rispetto a un contesto di ripresa produttiva ed economica tratteggiato dalla dirigenza di Piaggio. È questa la sintesi dell’incontro tra sindacati e azienda di ieri mattina che rimanda al prossimo appuntamento, già fissato per il 5 ottobre all’Unione industriale. In quella sede si parlerà di ammortizzatori sociali, ma dovrebbe essere comunicata la data d’inizio del confronto per il rinnovo dell’accordo di secondo livello.
LO SCAMBIO. Non è proprio un dare e un avere, quello che Piaggio e i rappresentanti dei lavoratori hanno messo in atto tra il contratto di solidarietà e l’integrativo. Ma è più un tacito accordo tra la necessità della fabbrica della Vespa di arrivare presto alla conclusione della discussione sulla Solidarietà e la richiesta di Fiom Cgil, Uil Uilm e Fim Cisl di aprire la vertenza unitaria di gruppo proprio per l’integrativo. Così, i sindacati non hanno obiezioni per arrivare alla firma che attivi gli ammortizzatori sociali, e l’azienda ha “concesso” l’apertura al confronto anche per Moto Guzzi e Aprilia.
STABILIZZAZIONI E USCITE. Nel 2016 e nel 2017 sono stati trasformati 45 part-time verticali in full time, mentre sono usciti con la mobilità volontaria in 60, di cui 18 quest’anno. Anche per il 2018 ci sarà “lo scivolo” verso la pensione con il ricorso al contratto di solidarietà che, comunque, quest’anno è diminuito rispetto al 2016, con un aumento del 5% delle ore lavorate. Dati, quelli della mobilità e delle stabilizzazioni che, piano piano, portano il numero del personale in linea con le esigenze produttive che, comunque stanno comunque migliorando.
CONFRONTO COL 2009. La dirigenza Piaggio, durante l’incontro ha citato l’andamento dei veicoli a due ruote venduti in Europa. Nel 2009 erano stati un milion e novecentomila. Nel 2013 era stato registrato un calo fino al milione e 100mila. E, la prospettiva nel 2017 è che salga fino a un milione e 300mila. L’azienda di Pontedera, è stato detto, sta seguendo un andamento in linea a quello del mercato del Vecchio Continente. E questo è stato appreso in maniera positiva dai sindacati, compreso il fatto che per l’anno prossimo si profila un investimento di 50 milioni, in aumento rispetto agli ultimi due anni.
LE REAZIONI. Sostanziale ottimismo rispetto al miglioramento della situazione produttiva ed economica da parte dei sindacati, ma anche dell’apertura di Piaggio per il rinnovo dell’accordo di secondo livello. Anche se restano aperte un po’ di questioni, come quella di riuscire a evitare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. «Siamo soddisfatti – spiega il segretario della Uim Uil, Benedetto Benedetti – ma lo saremo ancora di più quando non ci sarà più quando non ci sarà più bisogno di ricorrere a contratti di solidarietà o cassa integrazione. Certo, Piaggio produce ormai con la stagionalità. Ma vogliamo arrivare a questo esito, anche attraverso il rinnovo dell’integrativo». Positivo il giudizio anche dell’Usb, come sottolineato da Giovanni Ceraolo della segreteria regionale: «Non ci opponiamo all’attivazione del contratto di solidarietà e aspettiamo conferme sui dati positivi forniti dall’azienda. Ma per l’integrativo, anche se non facciamo parte dei firmatari del documento, abbiamo chiesto di partecipare comunque alla trattativa».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
LO SCAMBIO. Non è proprio un dare e un avere, quello che Piaggio e i rappresentanti dei lavoratori hanno messo in atto tra il contratto di solidarietà e l’integrativo. Ma è più un tacito accordo tra la necessità della fabbrica della Vespa di arrivare presto alla conclusione della discussione sulla Solidarietà e la richiesta di Fiom Cgil, Uil Uilm e Fim Cisl di aprire la vertenza unitaria di gruppo proprio per l’integrativo. Così, i sindacati non hanno obiezioni per arrivare alla firma che attivi gli ammortizzatori sociali, e l’azienda ha “concesso” l’apertura al confronto anche per Moto Guzzi e Aprilia.
STABILIZZAZIONI E USCITE. Nel 2016 e nel 2017 sono stati trasformati 45 part-time verticali in full time, mentre sono usciti con la mobilità volontaria in 60, di cui 18 quest’anno. Anche per il 2018 ci sarà “lo scivolo” verso la pensione con il ricorso al contratto di solidarietà che, comunque, quest’anno è diminuito rispetto al 2016, con un aumento del 5% delle ore lavorate. Dati, quelli della mobilità e delle stabilizzazioni che, piano piano, portano il numero del personale in linea con le esigenze produttive che, comunque stanno comunque migliorando.
CONFRONTO COL 2009. La dirigenza Piaggio, durante l’incontro ha citato l’andamento dei veicoli a due ruote venduti in Europa. Nel 2009 erano stati un milion e novecentomila. Nel 2013 era stato registrato un calo fino al milione e 100mila. E, la prospettiva nel 2017 è che salga fino a un milione e 300mila. L’azienda di Pontedera, è stato detto, sta seguendo un andamento in linea a quello del mercato del Vecchio Continente. E questo è stato appreso in maniera positiva dai sindacati, compreso il fatto che per l’anno prossimo si profila un investimento di 50 milioni, in aumento rispetto agli ultimi due anni.
LE REAZIONI. Sostanziale ottimismo rispetto al miglioramento della situazione produttiva ed economica da parte dei sindacati, ma anche dell’apertura di Piaggio per il rinnovo dell’accordo di secondo livello. Anche se restano aperte un po’ di questioni, come quella di riuscire a evitare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. «Siamo soddisfatti – spiega il segretario della Uim Uil, Benedetto Benedetti – ma lo saremo ancora di più quando non ci sarà più quando non ci sarà più bisogno di ricorrere a contratti di solidarietà o cassa integrazione. Certo, Piaggio produce ormai con la stagionalità. Ma vogliamo arrivare a questo esito, anche attraverso il rinnovo dell’integrativo». Positivo il giudizio anche dell’Usb, come sottolineato da Giovanni Ceraolo della segreteria regionale: «Non ci opponiamo all’attivazione del contratto di solidarietà e aspettiamo conferme sui dati positivi forniti dall’azienda. Ma per l’integrativo, anche se non facciamo parte dei firmatari del documento, abbiamo chiesto di partecipare comunque alla trattativa».
Andreas Quirici
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