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santa croce
Condannato per bancarotta fraudolenta
PISA. Alla curatrice fallimentare rispose con sincerità: «Dell’azienda non so niente». Peccato per lui che fosse l’amministratore della società fallita con un passivo accertato di 404mila euro. E un...
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PISA. Alla curatrice fallimentare rispose con sincerità: «Dell’azienda non so niente». Peccato per lui che fosse l’amministratore della società fallita con un passivo accertato di 404mila euro. E un attivo di 103 euro.
La conseguenza dell’acquisto di quote sociali e aver ricoperto l’incarico di amministratore sono costati a Rosario Lisena, 51 anni, originario della provincia di Avellino e residente a Fucecchio, una condanna a 3 anni per bancarotta fraudolenta. La sentenza è arrivata ieri mattina dal primo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Frizilio). Il pm Flavia Alemi aveva chiesto 3 anni e mezzo.
Lisena, difeso dall’avvocato Andrea Mannocci, non è mai comparso in aula. Una condizione di irreperibilità che ha privato il legale di un contributo alla difesa. La parte civile, in rappresentanza della curatela del fallimento della Naf srl di Santa Croce, era in aula con l’avvocato Marco Romeo.
La curatrice fallimentare ha spiegato di aver trovato una società di fatto svuotata di elementi attivi e riscontri documentali. Prima della messa in liquidazione la Srl, una commerciale attiva nell’ambito della compravendita del pellame, aveva avuto fino a 8 dipendenti. Quelli che poi avevano chiesto il fallimento a cui si erano aggiunti altri creditori, a partire da Equitalia.(p.b.)
La conseguenza dell’acquisto di quote sociali e aver ricoperto l’incarico di amministratore sono costati a Rosario Lisena, 51 anni, originario della provincia di Avellino e residente a Fucecchio, una condanna a 3 anni per bancarotta fraudolenta. La sentenza è arrivata ieri mattina dal primo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Frizilio). Il pm Flavia Alemi aveva chiesto 3 anni e mezzo.
Lisena, difeso dall’avvocato Andrea Mannocci, non è mai comparso in aula. Una condizione di irreperibilità che ha privato il legale di un contributo alla difesa. La parte civile, in rappresentanza della curatela del fallimento della Naf srl di Santa Croce, era in aula con l’avvocato Marco Romeo.
La curatrice fallimentare ha spiegato di aver trovato una società di fatto svuotata di elementi attivi e riscontri documentali. Prima della messa in liquidazione la Srl, una commerciale attiva nell’ambito della compravendita del pellame, aveva avuto fino a 8 dipendenti. Quelli che poi avevano chiesto il fallimento a cui si erano aggiunti altri creditori, a partire da Equitalia.(p.b.)
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