Il dolore
Carismi passa finalmente nella mani dei francesi
Soddisfazione per il direttore generale della Cassa di risparmio di San Miniato «Ora si aprono nuovi scenari per dipendenti, risparmiatori e imprenditori»
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SAN MINIATO. «Una lunga e complessa trattativa vista la numerosità delle parti coinvolte», ma che alla fine si è risolta nella maniera che tutti speravano. Il direttore generale della Cassa di risparmio di San Miniato, Silvano Piacentini, non finisce la frase, ma è implicita la soddisfazione per aver salvato una delle banche storiche della Toscana e che rappresenta un punto di riferimento per il Comprensorio del cuoio. Una lunga ed estenuante operazione che si è conclusa ieri mattina a Milano con la firma dell’accordo quadro che porta il controllo dell’istituto di credito nelle mani dei francesi di Crédit Agricole attraverso la loro controllata italiana Cariparma.
«I miei personali ringraziamenti vanno a Crédit Agricole Cariparma per la grande dimostrazione di serietà ed efficienza, a tutte le autorità che con determinazione hanno perseguito la realizzazione dell’operazione, al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) Schema Volontario e a tutti i miei colleghi che tanto hanno lavorato in questi mesi complicati», spiega Piacentini in una nota. È la fine di un periodo estenuante per lui e per i vertici di Carismi, dal presidente Alessandro Bandini e l’amministratore delegato Divo Gronchi, chiamati a rimediare a una situazione che aveva portato la Cassa sanminiatese a un “rosso” di bilancio nel 2015 da 67, poi ridotto a poco meno di 47 nel 2016. Una vicenda che affonda le radici in un passato fatto di altri vertici operazioni poco proficue per la banca e a interventi finanziari risultati scarsamente redditizi, oltre a concessioni di crediti a imprenditori che poi si sono rivelati dannosi. Un conto, quello dei crediti deteriorati, da 670 milioni di soldi prestati e mai ritornati nelle casse di Carismi che hanno affondato quella che per molti conciatori è stato il riferimento principale per la propria attività.
«Con la firma dell’accordo quadro per Carismi si aprono nuovi scenari. Entrare a far parte di un gruppo bancario internazionale così solido, prestigioso e con una forte attenzione ai territori, darà la possibilità a tutti i colleghi di Carismi – aggiunge il direttore generale – di lavorare con grande serenità e di tornare a servire con ancor maggiore determinazione la clientela composta soprattutto da famiglie ed imprese».
Insomma, parole di fiducia per il futuro che, ovviamente, deve essere ancora scritto. Molto, se non tutto, dipenderà dalle intenzioni di Crédit Agricole d’imporre la propria guida in un territorio composito come la Toscana. Segnali di distensione stanno già arrivando a San Miniato e dintorni, con i vertici di Cariparma che hanno intenzione di fare una “campagna” nel Granducato per incontrare gli imprenditori (i conciatori in primo luogo), ma anche le istituzioni che sono state più vicine alla Cassa di risparmio di San Miniato in questi anni.
Piacentini parla anche dei suoi colleghi, quelli che hanno i maggiori dubbi rispetto al futuro. La partita degli esuberi non sembra per niente scontata e ancora tutta da giocare .
Entro la fine dell’anno, infatti, la Banca centrale europea (Bce) dovrà dare il suo ok all’intera operazione. Considerata la complessità e la lunga durata delle trattative si dovrebbe trattare di una formalità. Anche se, quando si parla di regole europee, non è mai consigliabile dare qualcosa per scontato.
Al di là di tutto, comunque, quello che conta sono anche i risparmiatori. E, in questo caso, le rassicurazioni arrivano direttamente da Cariparma: «L’operazione consente di tutelare i depositanti, salvaguardare l’occupazione, e valorizzare le banche che potranno beneficiare dell’integrazione all’interno di un gruppo bancario solido e internazionale, con significative ricadute sull’economia dei territori di riferimento e sugli interessi degli stakeholder coinvolti».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«I miei personali ringraziamenti vanno a Crédit Agricole Cariparma per la grande dimostrazione di serietà ed efficienza, a tutte le autorità che con determinazione hanno perseguito la realizzazione dell’operazione, al Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) Schema Volontario e a tutti i miei colleghi che tanto hanno lavorato in questi mesi complicati», spiega Piacentini in una nota. È la fine di un periodo estenuante per lui e per i vertici di Carismi, dal presidente Alessandro Bandini e l’amministratore delegato Divo Gronchi, chiamati a rimediare a una situazione che aveva portato la Cassa sanminiatese a un “rosso” di bilancio nel 2015 da 67, poi ridotto a poco meno di 47 nel 2016. Una vicenda che affonda le radici in un passato fatto di altri vertici operazioni poco proficue per la banca e a interventi finanziari risultati scarsamente redditizi, oltre a concessioni di crediti a imprenditori che poi si sono rivelati dannosi. Un conto, quello dei crediti deteriorati, da 670 milioni di soldi prestati e mai ritornati nelle casse di Carismi che hanno affondato quella che per molti conciatori è stato il riferimento principale per la propria attività.
«Con la firma dell’accordo quadro per Carismi si aprono nuovi scenari. Entrare a far parte di un gruppo bancario internazionale così solido, prestigioso e con una forte attenzione ai territori, darà la possibilità a tutti i colleghi di Carismi – aggiunge il direttore generale – di lavorare con grande serenità e di tornare a servire con ancor maggiore determinazione la clientela composta soprattutto da famiglie ed imprese».
Insomma, parole di fiducia per il futuro che, ovviamente, deve essere ancora scritto. Molto, se non tutto, dipenderà dalle intenzioni di Crédit Agricole d’imporre la propria guida in un territorio composito come la Toscana. Segnali di distensione stanno già arrivando a San Miniato e dintorni, con i vertici di Cariparma che hanno intenzione di fare una “campagna” nel Granducato per incontrare gli imprenditori (i conciatori in primo luogo), ma anche le istituzioni che sono state più vicine alla Cassa di risparmio di San Miniato in questi anni.
Piacentini parla anche dei suoi colleghi, quelli che hanno i maggiori dubbi rispetto al futuro. La partita degli esuberi non sembra per niente scontata e ancora tutta da giocare .
Entro la fine dell’anno, infatti, la Banca centrale europea (Bce) dovrà dare il suo ok all’intera operazione. Considerata la complessità e la lunga durata delle trattative si dovrebbe trattare di una formalità. Anche se, quando si parla di regole europee, non è mai consigliabile dare qualcosa per scontato.
Al di là di tutto, comunque, quello che conta sono anche i risparmiatori. E, in questo caso, le rassicurazioni arrivano direttamente da Cariparma: «L’operazione consente di tutelare i depositanti, salvaguardare l’occupazione, e valorizzare le banche che potranno beneficiare dell’integrazione all’interno di un gruppo bancario solido e internazionale, con significative ricadute sull’economia dei territori di riferimento e sugli interessi degli stakeholder coinvolti».
Andreas Quirici
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