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Undici posti a rischio nella conceria Pistolesi

Undici posti a rischio nella conceria Pistolesi

Ponte a Egola: l’azienda ha aperto la procedura di mobilità per i licenziamenti La Cgil propone il contratto di solidarietà, ma per ora non c’è accordo tra le parti

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PONTE A EGOLA. Undici lavoratori su venticinque in mobilità. Quindi, licenziati. È il triste scenario che si sta delineando alla conceria Pistolesi di Ponte a Egola. Una decisione presa per il calo di commesse che sta coinvolgendo molte imprese del settore di pelle e cuoio del Comprensorio. Ma che, finora, difficilmente ha prodotto riduzioni di personale così drastica e rilevante. I sindacati stanno cercando di arginare la situazione, proponendo alla proprietà l’attivazione del contratto di solidarietà. Ma, per ora, le parti non hanno trovato l’accordo per una soluzione che offra tempo, in modo da vedere come va il mercato e, quindi, salvare i posti di lavoro messi a rischio.

«L’azienda ha aperto la procedura di mobilità – dice Fabio Carmignani della Cgil – C’è quasi un dimezzamento del personale che stiamo provando a evitare. Ma la situazione non sembra di semplice soluzione». I lavoratori si sono riuniti in assemblea con i loro rappresentanti per fare il punto della situazione. Dopo un lungo confronto è emersa la possibilità di chiedere i utilizzare il contratto di solidarietà, invece della procedura di mobilità. «Ci sembra lo strumento migliore per prendere tempo e non licenziare le persone – prosegue il sindacalista – D’altra parte il mercato delle pelli sta subendo una flessione evidente ed è normale che le aziende accusino cali importanti di commesse e, quindi, di fatturato. Ma è altrettanto evidente che il territorio non riesce più come un tempo ad assorbire personale in uscita da ditte in difficoltà. Ecco che il contratto di solidarietà, magari per un anno, offrirebbe la possibilità di verificare l’andamento degli ordinativi, sperando in una ripresa del settore».

Una proposta che, per adesso, è stata rifiutata dalla proprietà della conceria Pistolesi. «Ci hanno detto che, secondo loro, la soluzione al problema è quella di attuare i licenziamenti – riprende Carmignani – E a noi non resta altro da fare che inasprire la protesta». Probabilmente la prossima settimana ci saranno alcune ore di sciopero. Ma, nel frattempo, si cercherà di tornare ad aprire il confronto rispetto a una situazione che non si vede in maniera frequente nel Comprensorio del cuoio. «Ultimamente c’è stato un notevole uso di cassa integrazione – ammette l’esponente della Cgil – ma non abbiamo notizie di aziende che aprono procedure di mobilità per ridurre il personale».

Andreas Quirici

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