Il Tirreno

Pontedera

Scontro mortale, due anni all’autista del Suv

Scontro mortale, due anni all’autista del Suv

Nello schianto morì un noto bancario di Casciana. Condannato l’investitore per omicidio colposo

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA . Un frontale tra un Suv e una Seicento in cui chi era sull’utilitaria perse la vita. Luca Granchi, bancario in pensione, morì dopo l’arrivo all’ospedale in condizioni disperate.

Una condanna a due anni sospesa grazie alla condizionale e mille euro di multa. È la pena fissata ieri dal tribunale di Pisa per Luca Folcarelli, 45 anni, di Calcinaia. L’uomo, alla guida della Mercedes Ml, era stato rinviato a giudizio a fine maggio scorso con l’accusa omicidio colposo e di violazione del codice della strada riguardo alla velocità. L’udienza di ieri, davanti al giudice Luca Salutini (pubblico ministero onorario Evelina Lalli) è stata quella decisiva dopo uno slittamento e chiude un processo doloroso in tempi brevissimi. Nel dibattimento si era costituita parte civile la moglie della vittima, residente nel comune di Casciana Terme Lari in località “Quattro Strade”, affidandosi all’avvocato Alessandro De Ranieri.

L’incidente avvenne il pomeriggio del 27 dicembre 2014 lungo via Rinaldo Piaggio a Pontedera all'altezza del parcheggio di via Hangar. Pioveva quel giorno e la visibilità ne risentiva per chi stava in strada. Ma, secondo i rilievi della polizia municipale, anche la velocità del Suv contribuì allo schianto contro la Seicento guidata da Granchi. Un urto impari per la forza d’urto dei mezzi coinvolti. Il frontale sventrò la parte anteriore dell’utilitaria riducendola in un ammasso di lamiere. Il pensionato all’arrivo dei soccorritori era cosciente nonostante le condizioni dovute ai traumi interni. Trasportato al Lotti, il quadro clinico si aggravò fino al decesso.

Granchi, sposato e padre di un figlio, era andato in pensione da pochi mesi dopo aver lavorato a lungo come impiegato alla Cassa di Risparmio di Volterra. La sua grande passione erano le Cinquecento storiche e faceva parte del club "C'inquini sbiellati" di Cascina, di cui era socio fondatore.

«Al nostro assistito - dice l’avvocato Laura Deri, che difende Folcanelli insieme a Sara Bladini - non solo è stata riconosciuta la sospensione condizionale ma anche il fatto che a causare l’incidente non fu solo un sua imperizia. Il lavoro dei consulenti ha accertato una corresponsabilità, seppur minima, anche della vittima».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa