Gioco
«Mio figlio fuori dalla giuria a causa di motivi politici»
di Giacomo Pelfer
L’intervento di Laura Cavallini in consiglio: l’interrogazione sull’assessore Bertini avrebbe causato l’esclusione di Catarcioni dal festival San Miniato Movie
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SAN MINIATO. Le parole della consigliera Laura Cavallini (lista “Immagina San Miniato”) sono arrivate a sorpresa nei primi minuti del consiglio comunale riunito martedì a San Miniato. Un intervento per rendere pubblico uno scambio di messaggi tra il figlio della stessa Cavallini, il giovane regista Mattia Catarcioni, ed uno degli organizzatori del neonato festival di cortometraggi San Miniato Movie, ospitato pochi giorni fa nella città della Rocca. Secondo la ricostruzione fatta in consiglio, il figlio di Cavallini sarebbe stato contattato a marzo per far parte della giuria, ma poi escluso all’improvviso, nel mese di agosto, in virtù dell’attività politica condotta dalla madre.
«L’ultima cosa che voglio far entrare nel festival è la politica. Mi hai capito. Pertanto sono costretto a rinunciare alla tua collaborazione». Sarebbe il testo di un primo messaggio arrivato sul cellulare di Catarcioni. Alla richiesta di spiegazioni, l’interlocutore avrebbe aggiunto: «Puoi capirmi, lui abita a fianco a me». E ancora: “La scelta è mia, ma è stato lui a spiegarmi cosa è successo”. Nei messaggi non viene mai fatto il nome di quel “lui”. La stessa Cavallini ha evitato di farlo in consiglio ma si è capito benissimo chi fosse, tanto che il capogruppo Pd, Alessio Spadoni, ha invitato l’assessore Gianluca Bertini a replicare: «La ritengo solo una presa di posizione personale – ha detto l’assessore – per cui mi riservo di intervenire in altre sedi».
Pur senza fare nomi, l’accusa nei confronti dell’assessore sarebbe quella di aver in qualche modo fatto pressioni, dirette o indirette, per escludere il figlio di Cavallini dalla giuria del concorso. Il tutto come ritorsione all’ormai nota interrogazione che, lo scorso luglio, aveva reso pubblica la sanzione per abuso edilizio elevata alla Bertini Pallets Spa, azienda di cui l’assessore è legale rappresentante.
«Ho voluto rendere pubblica questa conversazione per avvertire i consiglieri di quali vendette trasversali possono essere vittime per la loro attività politica. La nostra libertà di voto è messa in pericolo», ha detto Cavallini.
«Nessuno di noi – ha ribattuto il capogruppo Pd Alessio Spadoni – ha mai utilizzato la propria posizione per impedire agli altri di fare politica. Credo che la questione stia andando un po’troppo sul personale».
Solidarietà a Cavallini, invece, dalle altre minoranze: «Per quanto ne so – ha rivelato Chiara Benvenuti dei Cinque Stelle –, Cavallini prima di fare questa comunicazione si era rapportata con il partito. Questa cosa è grave perché le opposizioni, a questo punto, devono pensare a cosa possono perdere. Oggi è toccato a lei, ma in futuro potrebbe toccare a chiunque di noi all’opposizione».
«La Toscana purtroppo è anche questo – ha rincarato Carlo Corsi (Forza Italia) –. Quello che è successo è uno scivolone gravissimo».
All’indomani del consiglio, l’assessore Bertini afferma di non «riconoscersi assolutamente in quello che è stato raccontato dalla consigliera Cavallini. Sono stati letti messaggi privati – dice – che non mi appartengono. Mi sembra piuttosto un attacco personale e professionale per il quale mi riservo di difendermi in altre sedi».
«Per me è stato un fulmine a ciel sereno – commenta il sindaco Vittorio Gabbanini – ma penso sia grave che dei messaggi privati siano stati portati all’interno di un consiglio comunale. Adesso attendiamo di fare un confronto con l’assessore, ma mi sembra una questione che non ha niente a che vedere con l’amministrazione della cosa pubblica e con l’interesse della collettività. Si mischiano pubblico e privato».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«L’ultima cosa che voglio far entrare nel festival è la politica. Mi hai capito. Pertanto sono costretto a rinunciare alla tua collaborazione». Sarebbe il testo di un primo messaggio arrivato sul cellulare di Catarcioni. Alla richiesta di spiegazioni, l’interlocutore avrebbe aggiunto: «Puoi capirmi, lui abita a fianco a me». E ancora: “La scelta è mia, ma è stato lui a spiegarmi cosa è successo”. Nei messaggi non viene mai fatto il nome di quel “lui”. La stessa Cavallini ha evitato di farlo in consiglio ma si è capito benissimo chi fosse, tanto che il capogruppo Pd, Alessio Spadoni, ha invitato l’assessore Gianluca Bertini a replicare: «La ritengo solo una presa di posizione personale – ha detto l’assessore – per cui mi riservo di intervenire in altre sedi».
Pur senza fare nomi, l’accusa nei confronti dell’assessore sarebbe quella di aver in qualche modo fatto pressioni, dirette o indirette, per escludere il figlio di Cavallini dalla giuria del concorso. Il tutto come ritorsione all’ormai nota interrogazione che, lo scorso luglio, aveva reso pubblica la sanzione per abuso edilizio elevata alla Bertini Pallets Spa, azienda di cui l’assessore è legale rappresentante.
«Ho voluto rendere pubblica questa conversazione per avvertire i consiglieri di quali vendette trasversali possono essere vittime per la loro attività politica. La nostra libertà di voto è messa in pericolo», ha detto Cavallini.
«Nessuno di noi – ha ribattuto il capogruppo Pd Alessio Spadoni – ha mai utilizzato la propria posizione per impedire agli altri di fare politica. Credo che la questione stia andando un po’troppo sul personale».
Solidarietà a Cavallini, invece, dalle altre minoranze: «Per quanto ne so – ha rivelato Chiara Benvenuti dei Cinque Stelle –, Cavallini prima di fare questa comunicazione si era rapportata con il partito. Questa cosa è grave perché le opposizioni, a questo punto, devono pensare a cosa possono perdere. Oggi è toccato a lei, ma in futuro potrebbe toccare a chiunque di noi all’opposizione».
«La Toscana purtroppo è anche questo – ha rincarato Carlo Corsi (Forza Italia) –. Quello che è successo è uno scivolone gravissimo».
All’indomani del consiglio, l’assessore Bertini afferma di non «riconoscersi assolutamente in quello che è stato raccontato dalla consigliera Cavallini. Sono stati letti messaggi privati – dice – che non mi appartengono. Mi sembra piuttosto un attacco personale e professionale per il quale mi riservo di difendermi in altre sedi».
«Per me è stato un fulmine a ciel sereno – commenta il sindaco Vittorio Gabbanini – ma penso sia grave che dei messaggi privati siano stati portati all’interno di un consiglio comunale. Adesso attendiamo di fare un confronto con l’assessore, ma mi sembra una questione che non ha niente a che vedere con l’amministrazione della cosa pubblica e con l’interesse della collettività. Si mischiano pubblico e privato».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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