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Vandali al Castellare bruciano tavole di legno

Vandali al Castellare bruciano tavole di legno

Erano della tettoia smontata per allestire il cantiere della chiesa da ricostruire Intanto il Comitato critica «il forzato immobilismo provocato dalla burocrazia»

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S. GIOVANNI ALLA VENA. Un atto vandalico che incute tristezza al solo pensiero. Ignoti sono saliti sulla cima del Castellare dove si trovano i resti della chiesetta andata distrutta in seguito ad una esplosione. E cosa hanno pensato di fare? Hanno acceso un fuoco usando le tavole di legno della tettoia che era stata smontata per consentire di montare i ponteggi del cantiere edile che dovrà servire per la ricostruzione. Una ferita nella ferita.

«Il vandalismo e il forzato immobilismo causato dalla burocrazia malata e ostentata ad ogni costo, porta alle immagini che tutti potete vedere...»: il post pubblicato da Michele Bini, che fa parte del Comitato Castellare, spiega chiaramente l’attuale momento di stallo che sta vivendo tutto l’iter per arrivare alla ricostruzione della piccola chiesa, sulla cima della collina che si affaccia sul paese di San Giovanni alla Vena. Ormai, tra tutte quelle macerie c’è ben poco da rubare. Ma evidentemente qualcuno trova interessante trascorrere il tempo vicino ai resti della chiesa e soprattutto pensa che possa essere un luogo adatto per bivaccare. Per fare questo i vandali hanno bruciato parte della copertura della tettoia che era stata smontata per facilitare l’eventuale installazione delle impalcature necessarie al ripristino. Una brutta cosa. E anche un invito a non lasciare troppo tempo senza che quel luogo, così importante per gli abitanti di San Giovanni alla Vena, resti vulnerabile.

I giovani del Comitato, “i ragazzi” come li chiamano anche se molti proprio giovanissimi non sono più, si stanno impegnando per arrivare alla ricostruzione.

«Alzare gli occhi al chiesino e non vederlo più fa male, ma comunque i muri si ricostruiscono, in molti si stanno proponendo per sostenere la ricostruzione, c’è bisogno di tutti e di tutto e chiunque è il benvenuto a darci una mano, purché si tratti di un aiuto sincero, disinteressato e distante da manie di protagonismo. Il nostro è un Comitato di persone semplici ed ancor più semplice è il nostro presidente, persona del “fare” , molto pratica, seria e rispettosa e ciò è quello che ci ha sempre permesso di andare avanti nel tempo. Tecnicismi e burocrazia sono entrambi frutto dei tempi attuali, ma siamo certi e convinti che le istituzioni religiose e civili saranno in grado di velocizzare al massimo i tempi per dar seguito ad una pronta e rapida ricostruzione».

Una riflessione scritta da un rappresentante del comitato all’inizio di maggio, nei giorni successivi all’esplosione della chiesetta e alla strage sfiorata. Riflessione che a distanza di mesi è sempre attuale.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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